Oltrepassando di gran lunga le barriere della Psicoanalisi ortodossa, Ci proponiamo di offrire un Processo Psicodinamico Evolutivo del tutto all’avanguardia e al passo con le nuove rivelazioni scientifiche. Avvalendoci del valoroso contributo contenuto nei fondamenti epistemologici della Psicoanalisi Classica, Ci siamo permessi di Affermare un percorso Evolutivo e di Sostegno del tutto metodologicamente rivalutato e ristrutturato, integrando Tradizione e Contemporaneità scientifica a favore del sano sviluppo e dell’efficace risoluzione dei disagi e delle difficoltà. Riconosciamo lo spazio psicanalitico integrato come uno spazio privilegiato e riservato alle profondità della mente e dello spirito: uno spazio che libera e protegge; uno spazio che espande le coscienze verso nuovi orizzonti; uno spazio che illumina infinite realtà possibili; uno spazio che rispetta e rafforza la propria autenticità e che privilegia l’autonomia, il rispetto e il senso di responsabilità nel riconoscimento e nell’accettazione di sé…
Formazione in presenza di gruppo: un incontro intensivo al mese per la durata complessiva di dieci mesi – ogni incontro si svolge dalle 10 e 30 alle ore 17
Formazione in presenza individuale e personalizzata: un incontro intensivo al mese per la durata complessiva di dieci mesi. Le date degli incontri saranno organizzate mese per mese in base alle necessità ed esigenze del candidato.
Formazione con modalità a distanza FaD: la metodologia FaD la stessa applicata dalle maggiori università italiane: ogni mese, per dieci mesi, verrà spedito del materiale didattico da studiare con un questionario di valutazione (10 domande aperte) da compilare e rinviare datato e sottoscritto. Nb: E' possibile Iscriversi in ogni momento dell'anno scegliendo la formazione a distanza FaD o in presenza individuale.
Nb: oltre ai dieci incontri a cadenza mensile previsti per la formazione in gruppo e/o individuale, è possibile richiedere ulteriori dieci incontri per eseguire un percorso evolutivo personale maggiormente approfondito e senza nessun costo aggiuntivo.
Costo: il costo complessivo - comprensivo di materiale didattico (libri, dispense, dvd); 10 incontri in gruppo e/o individuali più eventuali 10 incontri su richiesta per percorso evolutivo approfondito; diploma di master su pergamena – è di 1800 €uro suddiviso in cinque comode rate mensili da 360 €uro pagabili entro e non oltre la fine del corso. Nb: per chi decide di pagare in un unica soluzione prevediamo 100 euro di sconto.
Titolo rilasciato: raggiunti gli obiettivi didattici, il Comitato Accademico CeEPsib rilascerà il Diploma di Master Counseling in Psicoanalisi Evolutiva Integrata.
Sede di svolgimento: la sede per i corsi con modalità in presenza è il CeEPsib di NAPOLI
Richiesta Iscrizione: per richiedere l’adesione al corso scelto basta semplicemente compilare su word il modulo di preiscrizione scaricabile da questo sito e rinviarlo via email – info@ceepsib.org – insieme al curriculum vitae… Sarete tempestivamente contattati per eventuali chiarimenti e conferma adesione, nonché completamento dell’iscrizione se si sceglie in tal senso.
Prerequisiti di accesso: i prerequisiti per accedere a tutti i nostri corsi sono innanzitutto passione, interesse e motivazione per la materia scelta.
Destinato a: Psicologi, Medici, Psicanalisti (con formazione classica tramite percorso personale), Educatori, Sociologi, Operatori del volontariato e del terzo settore, Formatori, Assistenti Sociali, Operatori Socio Sanitari, Insegnanti di ogni ordine e grado, Fisioterapisti, Massoterapisti, Consulenti, Mediatori, Naturopati, Coach, Personal Trainer, e chi (pervio valutazione curriculum), appassionato e cultore della materia, desidera approfondire le svariate tematiche da noi proposte; e tutti coloro i quali intendano migliorare le proprie competenze tecniche, comunicative e relazionali nell’ambito delle situazioni di aiuto e di consulenza. Nb: oltre alla formazione accademica, teniamo particolarmente in considerazione l’esperienza di vita sul campo.
Programma del Counseling in Psicoanalisi Evolutiva Integrata 1 Modulo: Cenni Storici ed Epistemologici, L’inconscio tra Filosofia e Psicoanalisi 2 Modulo: Autori, teorie e tecniche a confronto: S.Freud, C.G.Jung, J.Lacan, E.Fromm 3 Modulo: Autori, teorie e tecniche a confronto: W.Reich, A.Lowen, Moreno, F.Perls, R.Assagioli 4 Modulo: Il Sonno e i Sogni – esercitazioni pratiche sull’Interpretazione dei Sogni 5 Modulo: Il Cinema e la Psicoanalisi – Visione dei Film in una lettura Psicoanalitica 6 Modulo: Bioetica e Scienza del cambiamento - Psicoanalisi e Deontologia Professionale 7 Modulo: Fondamenti di Psicologia e Psicopatologia Generale 8 Modulo: La Psicoanalisi Applicata, Gruppoanalisi e Analisi individuale – Learning by doing 9 Modulo: Il Modello Umanistico Evolutivo Integrato – Teoria e Tecnica del colloquio in Psicoanalisi 10 Modulo: Cognizione e Atteggiamenti Sociali – Interazione e Interdipendenza 11 Modulo: Il Setting; Fasi del processo di intervento: L’analisi della domanda, la definizione degli obiettivi, il contratto e l’alleanza operativa sul compito, la conclusione e verifica degli obiettivi raggiunti, il follow-up. 12 Modulo: Tecniche di intervento: La narrazione, il metodo autobiografico, il modello strategico, l’uso della metafora e degli aforismi, i sogni, self-empowerment, self help - Learning by Doing 13 Modulo: Psicologia dell’Apprendimento e dei Processi Cognitivi 14 Modulo: Logica e Psicologia del Ragionamento
• Sviluppare competenze ed abilità relative alla consulenza e guida psicologica individuale di coppia e di gruppo;
• Consolidare e perfezionare le conoscenze fondamentali sulla persona umana e, quindi, favorire l’apertura del sistema persona alla novità, attraverso la relazione di dialogo e di educazione con il consulente;
• Apprendere protocolli di intervento specifici rispetto alle svariate problematiche presentate dai clienti;
• Promuovere lo sviluppo e la realizzazione del potenziale prezioso che è insito nell’unicità umana;
• Realizzare un’adeguata sensibilizzazione all’accoglienza della sofferenza che è segnale, occasione ed opportunità di rinnovamento e di rinascita per l’essere umano in evoluzione;
• L’insegnamento di metodologie abilitative e riabilitative nell’ambito della marginalità psico-sociale.
Se consideriamo il counselor come "il professionista che favorisce lo sviluppo e l'utilizzazione delle potenzialità già insite nel cliente, aiutandolo a superare quei problemi di personalità che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo" possiamo dire che è possibile operare il counseling in qualunque contesto.
Avremo dunque:
• counseling individuale, di coppia, familiare, di gruppo
• counseling scolastico
• counseling aziendale (piccole, medie e grandi industrie, o in ogni caso unità lavorative strutturate)
• counseling sessuologico (relativo alla coppia e alle varie tendenze sessuali o alle violenze e agli abusi sessuali)
• counseling per persone in stato avanzato di malattia (AIDS, cancro, etc.)
E' quindi possibile operare in diversi ambiti:
• comunitario (scolastico, religioso, interculturale, etc.);
• lavorativo (aziendale, socio-lavorativo, etc.);
• socio-sanitario (artistico, filosofico, esistenziale, sociale, sportivo, etc.);
• libero professionista.
E' possibile quindi inserirsi nelle strutture e organizzazioni che richiedono competenze specifiche riguardanti l’area della consulenza nelle relazioni di aiuto psicologico nell’individuo e nel gruppo, nei settori educativo e socio-sanitario.
• nel settore delle professioni che richiedono competenze per interventi in cui è richiesta una formazione integrale dell’uomo che sia comprensiva delle conoscenze scientifiche, delle scienze umanistiche
• nelle organizzazioni in cui è utile riconoscere ed interpretare correttamente le diverse forme di disagio, dall’infanzia all’età senile;
• nelle strutture dove risulta di primaria importanza trasformare i problemi pedagogici e didattico-metodologici, in ipotesi di intervento scientificamente fondate;
• in tutte le realtà nelle quali è richiesta la capacità di analizzare i modelli familiari, al fine di comprendere le aspettative reciproche e le dinamiche che caratterizzano la relazione genitori-figli.
Il counseling si configura dunque come un intervento di tipo socio-psico-pedagogico, e non solo psicologico.

Psicoanalisi, termine coniato nel XX secolo unendo le parole psiche e analisi (sul modello tedesco di psychoanalyse), definisce una particolare teoria psicologica che propone un modello di funzionamento della mente e dei processi psichici dell'uomo da un punto di vista dinamico, con particolare enfasi sull'inconscio, i sogni e la sessualità infantile; è usato anche per indicare il metodo terapeutico che in quella teoria ha le sue basi, appunto il metodo psicoanalitico. Fondatore di questa disciplina è stato Sigmund Freud.
Sotto diversi aspetti la psicoanalisi - che nel corso del XX secolo si è sviluppata e modificata con il contributo di studiosi di diversa nazionalità - ha molto contribuito, assieme alla filosofia moderna, alla formazione del pensiero dell'uomo, analizzandone i sogni, gli istinti e le pulsioni sessuali, le modalità relazionali come i lapsus e gli atti mancati.
La nuova “scienza” nasce alla fine del XIX secolo avendo come campo d'indagine (prima in assoluto) la "a-normalità" psicologica. Fino a Freud, infatti, la psicologia si era occupata di arrivare a comprendere il funzionamento della MENTE SANA e di spiegarlo attraverso leggi e teorie enunciabili e generalizzabili. Fino ad allora, infatti, ogni forma di disagio psichico era considerato malattia mentale e trattato psichiatricamente. È solo con Freud che, per la prima volta, si comincia a trattare il disagio psichico come qualcosa di non-fisico e, dunque, trattabile con mezzi diversi da quelli della medicina.
Le teorie psicoanalitiche si sostengono fondamentalmente su tre leggi:
La psicologia analitica di C.G. Jung è forse secondo noi il tentativo più riuscito all’interno della nostra cultura occidentale di pervenire ad una visione “olistica” dell’essere umano come interezza. Se infatti lo sforzo di “guarigione” dell’essere umano è sempre stato improntato alla risoluzione dei conflitti, all’eliminazione degli agenti patogeni e interferenti, e al ristabilimento dell’equilibrio, tale equilibrio riconquistato non può prescindere dal continuo confronto con tutto ciò che attiene all’individuo nella sua completezza, intendendo con questo il mondo esterno e quello interno, il razionale e l’emozionale, la coscienza e l’inconscio. Già la psicoanalisi freudiana aveva trattato l’inconscio come il luogo di tutto ciò che non raggiunge, non raggiunge più o non raggiungerà la coscienza, il luogo-non luogo dove tutte le pulsioni si formano e dove si fonda ogni nostro agire. Esso invade il nostro spazio in molteplici situazioni, e si rende palese, pur in forma simbolica nei sogni, nei deliri, negli atti mancati, nelle libere associazioni.. Ma se il nostro inconscio individuale contiene tutti i contenuti personali legati alle esperienze di base e alle pulsioni fondamentali (libido, autoconservazione, aggressività) che appunto, non raggiungono la soglia del cosciente, è pur vero che noi tutti, come razza umana, possediamo un bagaglio simile di tali esperienze e contenuti profondi, dato dal fatto che, come specie, condividiamo lo stesso destino. Ogni essere umano prima di noi ha conosciuto le esperienze primarie: nascita, morte, femminile, maschile, buio, luce, caldo freddo, costrutti arcaici che si declinano nella dialettica degli opposti e che hanno costellato, costellano e costelleranno il nostro vissuto comune Jung chiama questi costrutti ARCHETIPI, e il luogo dove essi sono depositati all’interno della psiche INCONSCIO COLLETTIVO. Si tratta di rappresentazioni collettive, o meglio possibilità innate di rappresentazione, quelle immagini cioè che la nostra mente forma automaticamente in risposta alle reazioni istintuali innate, comuni a tutto il genere umano. L’archetipo NON E’ un immagine trasmessa in modo ereditario, ma si manifesta come “possibilità di immagine”, e sotto forma di SIMBOLI e MITI i quali, oltre a rappresentare l’espressione della cultura umana fin dai primordi, sono contenuti all’interno dell’inconscio collettivo come punti di aggregazione e di energia, e come costrutti psichici inconsci nel vissuto profondo di ciascuno. In quest’ottica, il processo di crescita dell’individuo, chiamato da Jung processo di individuazione è da considerarsi come un percorso che, partendo dal momento della nascita, in cui l’individuo viene a contatto con la realtà esterna e si comincia a formare la persona, giunge fino alla realizzazione del sé, cioè al momento in cui tutti i contenuti consci, inconsci e archetipici si fondano nell’unicità più intima dell’individuo.
Le tappe del processo di individuazione
La realizzazione del sé è un obiettivo difficile, al quale gli esseri umani giungono attraverso tappe di avvicinamento a volte molto dolorose La prima tappa individuata da Jung è l’incontro con l’OMBRA, la nostra parte oscura, quella che per ragioni morali, etiche o razionali rifiutiamo, perché ritenuti socialmente inaccettabili e che vengono rese visibili dalle emozioni. Ma accanto all’ombra personale c’è quella collettiva, il lato oscuro dello Zeitgeist, ciò che si oppone all’evolversi del mondo in quel momento. Solo venendo a contatto con la propria ombra, attribuendovi quindi dignità di esistenza e riconoscendola come parte di noi stessi, possiamo abbandonare le proiezioni e ricostruire la nostra identità che comprende anche la parte oscura di noi. La seconda tappa riguarda invece la coppia di opposti maschile-femminile. Dal punto di vista archetipico questi opposti si definiscono ANIMUS (maschile) e ANIMA (femminile). Ognuno di noi porta dentro di sé il corrispettivo archetipico inconscio dell’altro sesso, che, come per l’OMBRA, deve venir conosciuto ed accettato come parte integrante dell’individuo per percorrere il cammino dell’individuazione del sé. L’anima e l’animus si manifestano apertamente come contenuti simbolici/inconsci all’interno dei sogni e nelle emozioni che proviamo. Ognuno di noi ha l’esperienza infatti di aver provato emozioni che vengono normalmente attribuite al sesso opposto, e di averle così catalogate e respinte, come non congruenti all’interno della PERSONA. Non dimentichiamoci che per Jung il termine persona assume il significato proprio della mitologia greca, è cioè la maschera dietro la quale si nasconde l’attore che recita, la somma dei ruoli che ci attribuiamo e che gli altri ci attribuiscono. L’INDIVIDUO invece, rappresenta ciò che sta dietro alla persona, la vera essenza che contiene quindi anche quei contenuti archetipici, inconsci e dissonanti con il ruolo svolto, che fanno parte integrante del proprio sé, e che devono essere appunto incontrati, riconosciuti e accettati per permettere la propria individuazione. La tappa successiva è l’incontro con l’archetipo del VECCHIO SAGGIO. Tale archetipo rappresenta per l’uomo il mito dell’eroe, del saggio appunto, nella donna quello della Grande Madre. Si tratta di figure che similarmente ai due principi Yin e Yang come principio femminile e maschile primordiale, anima e animus, somigliano ai due simboli dell’I CHING: il creativo e il ricettivo, rappresentano la personificazione in termini spirituali dei principi maschili e femminili nella loro perfezione. L’uomo forte è infatti l’eroe, che a tutto da forma, la grande madre è invece la sovrana ,universale, pietosa e magnanima, ambedue hanno scoperto la verità. Il confronto con questa figura archetipica è particolarmente difficile, perché l’incontro con esso, e la sua accettazione all’interno del percorso individuale, può portare a megalomania e presunzione. L’incontro con il vecchio saggio, dopo aver preso coscienza della sua esistenza come costrutto psichico e conoscenza dei suoi contenuti, si deve risolvere nel passo successivo, che è quello della DISINTEGRAZIONE di tale immagine, una volta inglobata, e il ritorno verso sé stessi in quanto esseri viventi, che, presa coscienza del principio assoluto, hanno anche coscienza di non incarnarlo. In questo modo il maschio si libera dell’immagine del padre e la donna di quella della madre e per la prima volta si comincia a sperimentare il carattere unico della propria individualità L’ultima immagine archetipica è quella del SE’. Giunti all’immagine del sé sono stati compiuti i passi che hanno integrato fra loro concio e inconscio, in un centro di unicità psichica, il SE’ appunto. E’ il punto di equilibrio, lo scopo dell’intera esistenza, perché permette all’individuo di risolvere finalmente il conflitto fra la duplicità delle realtà che lo caratterizza, il conscio e l’inconscio, l’interno e l’esterno, realizzando quello che Jung chiama l’UNITA’ DEGLI OPPOSTI, l’unione di Yin e Yang, l’uomo ROTONDO.