* Master Counseling in Psicologia Sistemico Relazionale e Strategica *

 

Approccio Sistemico e Strategico

L’approccio sistemico e strategico si propone di risolvere, efficacemente e nel minor tempo possibile, le problematiche per cui il cliente si presenta in consulenza. È infatti fondamentale che la coppia paziente/consulente espliciti gli obiettivi terapeutici che realisticamente intende perseguire. Essendo imperniata su un'epistemologia costruttivistica, la consulenza sistemica e strategica considera la “realtà” il prodotto di una costruzione personale. La pratica nel counseling mira a sostituire una “realtà” sgradita e limitante, ossia problematica, con una più soddisfacente. Ciò comunque nella consapevolezza che la nuova “realtà” non può essere ritenuta più vera di quella precedente. Nell'analisi della costruzione del problema, particolare attenzione viene rivolta al sistema percettivo-reattivo del paziente: le specifiche modalità di attribuzione di senso agli eventi e le relative strategie comportamentali messe abitualmente in atto dalle persone costituiscono una solida impalcatura al mantenimento del disagio psichico. Il consulente, pertanto, interviene con la finalità di perturbare, in modo strategico, il sistema percettivo-reattivo del paziente. Attraverso richieste paradossali, tecniche di sorpresa e/o di confusione, uso dell'ironia, tecniche ipnotiche ed altre strategie opportunamente impiegate, si mira a sollecitare definizioni della situazione e/o soluzioni comportamentali alternative rispetto a quelle in uso, rivelatesi non soddisfacenti.

Modalità didattiche, Costi e Richiesta Iscrizione

Formazione in presenza di gruppo: un incontro intensivo al mese per la durata complessiva di dieci mesi – ogni incontro si svolge dalle 10 e 30 alle ore 17

Formazione in presenza individuale e personalizzata: un incontro intensivo al mese per la durata complessiva di dieci mesi. Le date degli incontri saranno organizzate mese per mese in base alle necessità ed esigenze del candidato.

Formazione con modalità a distanza FaD: la metodologia FaD la stessa applicata dalle maggiori università italiane: ogni mese, per dieci mesi, verrà spedito del materiale didattico da studiare con un questionario di valutazione (10 domande aperte) da compilare e rinviare datato e sottoscritto. Nb: E' possibile Iscriversi in ogni momento dell'anno scegliendo la formazione a distanza FaD o in presenza individuale.

Nb: oltre ai dieci incontri a cadenza mensile previsti per la formazione in gruppo e/o individuale, è possibile richiedere ulteriori dieci incontri per eseguire un percorso evolutivo personale maggiormente approfondito e senza nessun costo aggiuntivo.

Costo: il costo complessivo - comprensivo di  materiale didattico (libri, dispense, dvd); 10 incontri in gruppo e/o individuali più eventuali 10 incontri su richiesta per percorso evolutivo approfondito; diploma di master su pergamena; spese di spedizione (nel caso si scegle la modalità FaD - Formazione a Distanza) – è di 1800 €uro suddiviso in cinque comode rate mensili da 360 €uro pagabili entro e non oltre la fine del corso. Nb: per chi decide di pagare in un unica soluzione prevediamo uno sconto pari a 100 euro.

Titolo rilasciato: Raggiunti gli obiettivi didattici, il Comitato Accademico CeEPsib rilascerà il Diploma di Master Counseling in Psicologia Sistemico Relazionale e Strategica.

Sede di svolgimento: la sede per i corsi con modalità in presenza è il CeEPsib di NAPOLI

 

Richiesta Iscrizione: per richiedere l’adesione al corso scelto basta semplicemente compilare su word il modulo di preiscrizione scaricabile da questo sito e rinviarlo via email – info@ceepsib.org – insieme al curriculum vitae… Sarete tempestivamente contattati per eventuali chiarimenti e conferma adesione, nonché completamento dell’iscrizione se si sceglie in tal senso.

Prerequisiti di accesso: i prerequisiti per accedere a tutti i nostri corsi sono innanzitutto passione, interesse e motivazione per la materia scelta.

Destinato a: Psicologi, Medici, Psicanalisti (con formazione classica tramite percorso personale), Educatori, Sociologi, Operatori del volontariato e del terzo settore, Formatori, Assistenti Sociali, Operatori Socio Sanitari, Insegnanti di ogni ordine e grado, Fisioterapisti, Massoterapisti, Consulenti, Mediatori, Naturopati, Coach, Personal Trainer, e chi (pervio valutazione curriculum), appassionato e cultore della materia, desidera approfondire le svariate tematiche da noi proposte; e tutti coloro i quali intendano migliorare le proprie competenze tecniche, comunicative e relazionali nell’ambito delle situazioni di aiuto e di consulenza. Nb: oltre alla formazione accademica, teniamo particolarmente in considerazione l’esperienza di vita sul campo.

Programma

Programma del Corso Master Counseling in Psicologia Sistemico-Relazionale e Strategica 1 Modulo: La psicologia strategica e la fisica contemporanea: “Se vuoi vedere devi agire” – “Esistono tante realtà quante se ne possono inventare” – “Le nostre teorie sono il risultato delle nostre osservazioni”; 2 Modulo: La logica dell’autoinganno e le tentate soluzioni che complicano il problema; 3 Modulo: Dalla psicologia classica alla psicologia paradossale: dal “sapere il perché” al “conoscere cambiando”; 4 Modulo: Strategie e stratagemmi per risolvere i problemi in tempi brevi; 5 Modulo: Il dialogo strategico in azione; 6 Modulo: La Teoria Sistemica, Le Fasi dello Sviluppo; 7 Modulo: Benessere e Famiglia, Genitorialità, Essere Figli; 8 Modulo: Bioetica e Scienza del cambiamento, Consulenza e Deontologia Professionale; 9 Modulo: La Comunicazione come Relazione, la relazione di coppia; 10 Modulo: Modelli di Coppia e Modelli Di Famiglia; 11 Modulo: Relazioni nell’ambito Lavorativo e Formativo, Relazioni Amicali; 12 Modulo: La Consulenza Relazionale - Learning by Doing; 13 Modulo: Relazioni Pedagogiche Evolutive – Interazioni educative funzionali e disfunzionali;14 Modulo: Teoria e Tecnica del colloquio sistemico e strategico per la Consulenza Relazionale - Learning by Doing; 15 Modulo: Gruppo, Gruppo di Apprendimento e dinamiche gruppali; 16 Modulo: Il Setting; Fasi del processo di intervento: L’analisi della domanda, la definizione degli obiettivi, il contratto e l’alleanza operativa sul compito, la conclusione e verifica degli obiettivi raggiunti, il follow-up; 17 Modulo: Tecniche di intervento: La narrazione, il metodo autobiografico, il modello strategico, l’uso della metafora e degli aforismi, i sogni, self-empowerment, self help - Learning by Doing; 18 Modulo: Psicologia dell’Apprendimento e dei Processi Cognitivi, psicologia e psicopatologia generale;Logica e Psicologia del Ragionamento.

Obiettivi Formativi

• Sviluppare competenze ed abilità relative alla consulenza e guida psicologica individuale di coppia e di gruppo;
• Consolidare e perfezionare le conoscenze fondamentali sulla persona umana e, quindi, favorire l’apertura del sistema persona alla novità, attraverso la relazione di dialogo e di educazione con il consulente;
• Apprendere protocolli di intervento specifici rispetto alle svariate problematiche presentate dai clienti;
• Promuovere lo sviluppo e la realizzazione del potenziale prezioso che è insito nell’unicità umana;
• Realizzare un’adeguata sensibilizzazione all’accoglienza della sofferenza che è segnale, occasione ed opportunità di rinnovamento e di rinascita per l’essere umano in evoluzione;
• L’insegnamento di metodologie abilitative e riabilitative nell’ambito della marginalità psico-sociale.

Sbocchi Lavorativi

Se consideriamo il counselor come "il professionista che favorisce lo sviluppo e l'utilizzazione delle potenzialità già insite nel cliente, aiutandolo a superare quei problemi di personalità che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo" possiamo dire che è possibile operare il counseling in qualunque contesto.
Avremo dunque:
• counseling individuale, di coppia, familiare, di gruppo
• counseling scolastico
• counseling aziendale (piccole, medie e grandi industrie, o in ogni caso unità lavorative strutturate)
• counseling sessuologico (relativo alla coppia e alle varie tendenze sessuali o alle violenze e agli abusi sessuali)
• counseling per persone in stato avanzato di malattia (AIDS, cancro, etc.)
E' quindi possibile operare in diversi ambiti:
• comunitario (scolastico, religioso, interculturale, etc.);
• lavorativo (aziendale, socio-lavorativo, etc.);
• socio-sanitario (artistico, filosofico, esistenziale, sociale, sportivo, etc.);
• libero professionista.

E' possibile quindi inserirsi nelle strutture e organizzazioni che richiedono competenze specifiche riguardanti l’area della consulenza nelle relazioni di aiuto psicologico nell’individuo e nel gruppo, nei settori educativo e socio-sanitario.
• nel settore delle professioni che richiedono competenze per interventi in cui è richiesta una formazione integrale dell’uomo che sia comprensiva delle conoscenze scientifiche, delle scienze umanistiche
• nelle organizzazioni in cui è utile riconoscere ed interpretare correttamente le diverse forme di disagio, dall’infanzia all’età senile;
• nelle strutture dove risulta di primaria importanza trasformare i problemi pedagogici e didattico-metodologici, in ipotesi di intervento scientificamente fondate;
• in tutte le realtà nelle quali è richiesta la capacità di analizzare i modelli familiari, al fine di comprendere le aspettative reciproche e le dinamiche che caratterizzano la relazione genitori-figli.

Il counseling si configura dunque come un intervento di tipo socio-psico-pedagogico, e non solo psicologico.

Approfondimenti

La vita umana è contraddistinta dai significati. Siamo condizionati, più che dagli eventi in sé, dalle opinioni e dai significati ad essi relativi (Bruner, 1990; Watzlawick et al., 1974; Watzlawick, Nardone, 1997; Polkinghorne, 1988; Gergen, 1998; Harré, Gillet, 1994). All'interno del processo di significazione degli eventi, secondo alcuni Autori, un ruolo centrale è giocato dalle narrazioni. I racconti in/con cui gli individui organizzano le proprie esperienze costituiscono il fondamento della percezione di sé, degli altri e del mondo. L'identità personale, le relazioni significative dell'infanzia e dell'età adulta, le esperienze eccezionali e gli accadimenti quotidiani, tutto ciò viene naturalmente organizzato in trame narrative. Noi riorganizziamo gli eventi che sperimentiamo in forma di storie, che si sviluppano nel tempo attraverso l'evolversi più o meno articolato di cambiamenti, ed in cui i personaggi sono mossi da desideri, intenzioni, opinioni, emozioni. Queste narrazioni non corrispondono direttamente alla “realtà”, ma sono il frutto creativo della nostra attribuzione di senso (Polkinghorne, 1988; Bruner, 1990). Alcuni Autori (Bruner, 1990; Harré, Gillett, 1994; Polkinghorne, 1988) sostengono che la psicologia, nell'affannosa ricerca di oggettività per meritarsi un posto fra “le scienze”, non ha prestato sufficiente attenzione al ruolo che i significati rivestono nell'esperienza umana. In particolare, a partire dagli anni '50, il paradigma positivistico ha privilegiato gli aspetti “nomotetici” della psicologia a discapito di quelli “idiografici”. Ciò ha comportato che la ricerca di leggi generali ha preso il posto dello studio delle singole specificità delle vite umane. Conseguentemente, sono stati trascurati i significati percepiti in relazione agli eventi oggettivi, ritenuti questi ultimi l'unico oggetto di studio della psicologia. Solo tra gli anni '70 ed '80 si è cominciato a focalizzare l'attenzione sulle narrazioni, sia su quelle dell'individuo che su quelle dei suoi contesti culturali. Un tale slittamento di prospettiva ha consentito di entrare in contatto con il sistema di significazione della realtà del paziente, di poter sbirciare il mondo dalla sua particolare e unica prospettiva. Attualmente, la psicologia narrativa si occupa di contenuti e forme delle narrazioni individuali e del loro rapporto con contenuti e forme delle narrazioni socialmente condivise. Il campo di lavoro così demarcato orienta lo psicologo verso il processo di attribuzione di significato alle esperienze. Soprattutto, l'attenzione è incentrata sulla costruzione personale e individuale dei significati (Murray, 1995; cfr. sito Dulwich Centre). Il processo di significazione della realtà, inoltre, è profondamente influenzato dalle narrazioni socialmente condivise che le culture propongono ai singoli individui. Le narrazioni di ogni individuo non possono che essere intimamente connesse alla sua matrice culturale di appartenenza (Polkinghorne, 1988; Gergen, 1998; Hale-Haniff, Pasztor, 1999; cfr. sito Dulwich Centre). Si può sostenere che le società propongono agli individui modelli narrativi a cui adeguare le proprie vite, una sorta di assegnazione delle parti di quell'ampio copione che una società propone, e che la storia e la cultura di volta in volta trasformano (Gergen, 1998; Murray, 1995). D'altro canto, il Dulwich Centre ritiene che le narrazioni che le comunità propongono siano a loro volta elaborate dagli individui attraverso specifiche pratiche del sé e delle relazioni. L'uomo non è un passivo attore di indiscutibili copioni, bensì vi sono attività e rapporti che mediano il rapporto fra narrazioni individuali e sociali, fungendo in questo modo da catalizzatori di cambiamento sistemico. La psicoterapia rientra in quelle pratiche relazionali che consentono alle persone un incremento delle possibilità di scelta circa la propria vita (cfr. sito Dulwich Centre). Per questo motivo, anche nell'ambito psicoterapeutico il costrutto delle narrazioni, in particolare quelle relative al sé, alle relazioni significative ed al mondo, ha assunto una specifica rilevanza. La psicoterapia, secondo gli appartenenti alla psicologia narrativa, consiste nel collaborare con le persone a identificare nuovi modi di parlare della propria vita, così da elicitare la sensazione di essere gli autori della propria stessa vita (White, 1995). Non è però questo l'unico approccio ad interessarsi delle storie che i pazienti raccontano. Per esempio, alcuni psicoanalisti hanno introdotto nel proprio panorama teorico concetti analoghi. Tra i primi, Spence affermò che allo psicanalista interessa non tanto la “verità storica” del passato di un paziente, quanto la “verità narrativa” di quanto egli riporta in terapia (Spence, 1984 cit. in Bruner, 1990). Il lavoro psicoanalitico non sembra più connotarsi, in questa prospettiva, come lavoro archeologico di ricostruzione del passato, né tanto meno come investigazione poliziesca per far luce sui “fatti”, bensì come intervento trasformativo all'interno delle storie che il paziente ha costruito e costruisce circa se stesso, gli altri ed il mondo (Semi, 1985; Polkinghorne, 1988). A questo punto è opportuno interrogarsi su come il costrutto delle narrazioni si intersechi con il costruttivismo, mentre in seguito saranno analizzate le implicazioni che questo discorso ha su alcuni usi clinici dell'ipnosi nella psicoterapia strategica. L'attenzione alle narrazioni nelle scienze umane è intimamente connessa con il costruttivismo, che può esserne considerato il fondamento epistemologico. Il costruttivismo è una teoria della conoscenza, ossia un paradigma conoscitivo che interessa svariati campi del sapere umano, dalla biologia alle scienze politiche.
Sebbene i suoi precursori filosofici si possano individuare in Giambattista Vico ed Immanuel Kant, è soltanto dagli anni Ottanta che la rivoluzione costruttivistica si è imposta nel panorama ufficiale della comunità scientifica (Hale-Haniff, Pasztor, 1999; Fruggeri, 1998). Il processo di conoscenza non è un passivo recepire informazioni date nella “realtà”. La nostra visione del mondo non è una sua fedele riproduzione, ma è il risultato di una costruzione che ogni individuo elabora, individualmente, all'interno di un processo sociale di “negoziazione” su quella che è la “realtà” (von Glasersfeld, 1997; Hale-Haniff, Pasztor, 1999; Gergen, 1998; Harré, Gillett, 1994; Harré, 1997). In quest'ottica, le narrazioni possono essere ritenute la modalità tipicamente umana di costruire la “realtà” a livello individuale ed il tramite di confronto con le narrazioni sulla “realtà” condivise nelle culture di cui le persone fanno parte. Oltrepassando gli aspetti propriamente epistemologici del costruttivismo, è estremamente importante sottolinearne alcuni risvolti etici. Secondo Heinz von Foerster (1990/1997), fisico, filosofo e cibernetico dei sistemi viventi, agire eticamente all'interno di questo paradigma epistemologico implica l'incremento dei gradi di libertà, il rispetto della complessità sistemica. L'atteggiamento costruttivistico, secondo questo Autore, porterebbe ad “aumentare il numero delle scelte” (von Foerster, 1990/1997: 49). La consapevolezza della artificialità delle varie concezioni di realtà ha come conseguenza il rispetto, l'interesse e la tutela anche verso costruzioni diverse da quelle proprie. Conseguentemente, nella pratica delle psicoterapie costruttivistiche, manca un riferimento a criteri rigidi di normalità, sanità o verità (Hale-Haniff, Pasztor, 1999). Le storie di vita riportate da un paziente in terapia non devono essere ricondotte all'interno di copioni narrativi pre-disposti e pre-accettati dal terapeuta, trame narrative che in sé già pre-vedono quali sono le modalità “sane” dello sviluppo.