Progetti per la Scuola |
||||
A c c a d e m i a
del
B e n e s s e r e
P s i c o s o m a t i c o
|
||||
“Foglia che cade nel fiume, anche se il fiume la porta via, cambia l’aspetto del fiume.” Geir Campos
Indice: Il Counseling Scolastico e lo Sportello di Ascolto - Educazione sessuale - Formazione e aggiornamento del personale scolastico - Comunicazione Interpersonale, Relazione Educativa e Problem Solving Scolastico - Programma / Obiettivi Formativi - Formazione rivolta alla scuola
Il Counseling Scolastico e lo Sportello di Ascolto Secondo la legge 162/90 sulla prevenzione del disagio giovanile e le circolari ministeriali l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel definire il concetto attuale di salute, prevede il superamento del vecchio concetto di salute come “assenza di malattia” sostituendolo con quello di salute come “equilibrio psichico, fisico e sociale”. A tal proposito, noi crediamo sia assolutamente necessario un accurato e moderno progetto di promozione della salute, rivolto alla scuola, che deve soprattutto tener conto della comunicazione e della relazione tra ragazzi e insegnanti, tra ragazzi e genitori e infine tra genitori e insegnanti, avvalendosi della collaborazione di esperti. Il contesto scolastico, infatti, induce negli adolescenti una identificazione in "soggetti distinti" dagli adulti in tutti i ruoli che vivono: in famiglia, a scuola, nella società. La comunicazione tra questi "soggetti distinti" e il mondo che li circonda è fondamentale per la crescita personale di ogni individuo poiché una vita armoniosa e piena è direttamente proporzionale alla qualità delle relazioni interpersonali. Secondo gli Esperti, la presenza di “relazioni disfunzionali” sono alla base della gran parte dei malesseri che si esplicano con disagio in svariate espressioni, aggressività, difficoltà relazionale e di confronto, frustrazioni, ribellioni e isolamenti, comportando talvolta una compensazione nella direzione della introversione o, peggio, dell’uso di sostitutivi (fumo, alcol, droghe). I pre-adolescenti e gli adolescenti vivono un periodo di transizione che comporta un graduale passaggio dalla dipendenza dagli adulti (con identificazioni infantili) ad una identità autonoma orientata alla critica e alla progettualità personale. L'attuale complessità sociale e l'affermazione di nuovi modelli socio-economici e culturali hanno portato dei notevoli cambiamenti anche nella scuola, che si sta sempre più trasformando da pura agenzia informativa e socializzante ad agenzia formativa che si occupa della crescita globale della personalità degli allievi. È in questa nuova accezione di scuola, che ha fatto proprie le attività di prevenzione del disagio e di promozione del benessere, che si colloca la pratica del "Counseling Scolastico", il cui fine è quello di sviluppare un'adeguata capacità comunicativa e di favorire relazioni positive ed efficaci fino alla costruzione di una rete di collaborazioni tra i dirigenti scolastici, i docenti, gli alunni e le famiglie. Tutte le professioni che si svolgono all'interno di rapporti interpersonali si sviluppano su due livelli: uno contenutistico, che si riferisce più al ruolo e alle competenze professionali e uno più relazionale, che si riferisce agli aspetti più complessi della comunicazione e della personale capacità di interagire in modo efficace con l'altro. Il lavoro dell'insegnante a pieno titolo rientra in queste professioni. Il nodo cruciale della funzione docente sta nella relazione, infatti, è all'interno di essa che l'insegnante efficace ha la possibilità di creare un contatto emotivamente significativo che, motivando l'alunno attraverso un coinvolgimento personale, consente la trasmissione di conoscenze e l'acquisizione di competenze durature. Attraverso una relazione positiva, inoltre, l'insegnante aiuta gli alunni nella costruzione di una identità consapevole di sé, dei propri limiti e dell'arricchimento che deriva dal confronto con l'altro. Dove la relazione allievo-insegnante è bloccata spesso nasce un circolo vizioso che conduce al fallimento sicuro dello scopo didattico. Al rifiuto da parte dell'allievo delle materie di studio, ma che in realtà è indirizzato al docente, si ha come conseguenza un rifiuto più o meno consapevole dell'allievo da parte dell'insegnante che porta alla compromissione dell'iter formativo del ragazzo. Inoltre gli insegnanti spesso si trovano ad interagire con gli alunni che proiettano sui docenti modelli relazionali disfunzionali, appresi all'esterno della scuola. Per questo chi insegna ha bisogno di padroneggiare gli strumenti relazionali e comunicativi per non essere vittime inconsapevoli di distorsioni prodotte da altri. Il fallimento del lavoro didattico ha sempre delle ripercussioni significative a livello emotivo sia per l'insegnante che per l'allievo che spesso incide sulla motivazione a continuare il proprio percorso o sulla valutazione serena della propria realtà esistenziale.
Educazione sessuale Per l'acquisizione di una consapevole identità di genere ritengo sia fondamentale l'introduzione dell’educazione alla sessualità, o educazione relazionale-affettiva, nella scuola. Questa non deve essere introdotta come intervento a situazioni di emergenza, ma deve far parte di tutta quella serie di misure preventive (leggi, consultori familiari, campagne di informazione, ecc.) finalizzate alla formazione della persona e ad un atteggiamento consapevole e positivo nei confronti della sessualità. Svolgere una mirata azione preventiva in ambito scolastico può produrre risultati soddisfacenti soprattutto perché tale azione è diretta ai tre sistemi di riferimento: per il bambino e per l’adolescente; per i genitori; per gli insegnanti e il gruppo dei pari. La prevenzione consiste essenzialmente in un progetto educativo globale per il benessere psichico e fisico dello studente e l’informazione è soltanto uno dei passaggi, sicuramente indispensabili, per l’obiettivo da raggiungere. L’educazione alla sessualità, a sua volta, fa parte di quelle attività indirizzate alla crescita della persona, alla comprensione e valorizzazione delle differenze di ogni tipo (multiculturalità) e alla conoscenza e consapevolezza del ruolo delle istituzioni sociali e politiche. La capacità di vivere armoniosamente la propria sessualità può essere una caratteristica essenziale per lo sviluppo globale della persona e del cittadino. Fortunatamente negli ultimi tempi l'appoggio del Ministero della Pubblica Istruzione alle scuole che introducono corsi di educazione alla sessualità, si è fatto concreto: 1 - l'educazione sessuale è la risposta adulta ad una necessità evolutiva dei bambini e degli adolescenti; 2 - un atteggiamento arretrato fa confondere il mistero della sessualità, scoperto da soli, con il bisogno di ricevere informazioni e di confrontare curiosità ed emozioni; 3 - nessun adulto rinuncerebbe mai a dialogare su igiene ed educazione alimentare, mentre c'è silenzio ed incompetenza intorno all'atto sessuale, alla scoperta del piacere, all'amore; 4 - è doveroso aprire uno spazio di dialogo competente senza affidare l'educazione sessuale alla pornografia e all'industria negativa del sesso; 5 - per i genitori: l'educazione sessuale non è girare nudi per casa e lasciare aperta la porta del bagno. Educare alla sessualità significa sedersi accanto ai figli per commentare un' immagine, un libro, un film e far nascere le domande; 6 - per gli insegnanti: occuparsi di educazione sessuale vuol dire partecipare a corsi di formazione, apprendere notizie tecniche di sessuologia, farsi affiancare dagli esperti che svolgono una funzione importantissima. Mi sembra giusto che in “questa scuola riformata” l'educazione sessuale dovrà necessariamente trovare il suo spazio e la sua dignità, anche perché molti sono i fattori che hanno recentemente contribuito a rinnovare l'attenzione per questo argomento: - un approccio precoce con la sessualità da parte degli adolescenti; - l'insorgere di una nuova ed epocale malattia a trasmissione sessuale come l'Aids; - l'emergere di posizioni laiche come conseguenza dell'attenuarsi di alcuni radicalismi dopo la caduta delle grandi ideologie; - prolungamento dell'adolescenza "reale", causato dalla dipendenza dai genitori strettamente collegata al nuovo livello degli studi e dalla disoccupazione giovanile che hanno provocato l'innalzamento dell'età matrimoniale; - graduale scoperta della sessualità distinta dalla riproduttività con la ricerca di valori e di significati nuovi da attribuire alla vita sessuale e affettiva degli individui; - diffusione di pubblicazioni editoriali (carta stampata, supporti audiovisivi, internet, ecc.) e di campagne pubblicitarie che utilizzano l'erotismo (e spesso la pornografia) proponendo nuove forme di soddisfazione sessuale (linee telefoniche erotiche, club, cybersex, ecc.). Nuovi stili di vita hanno progressivamente modificato i principi, le regole, i ruoli e i modelli della società tradizionale, senza proporre modelli e valori sostitutivi per le nuove generazioni. In questo contesto appare evidente come l'educazione sessuale non è una semplice trasmissione di informazioni, ma va considerata nello sviluppo globale delle capacità comunicative e relazionali.
Formazione e aggiornamento del personale scolastico
Comunicazione Interpersonale, Relazione Educativa e Problem Solving Scolastico Viviamo ed educhiamo in un’epoca di pluralismo culturale, in altre parole in un’epoca caratterizzata dalla molteplicità degli ideali e degli atteggiamenti di valore; l’educazione oggi è educazione di una società diversa, labile, ricca di tensioni, caratterizzata da molta libertà di scelta e poca sicurezza nell’orientamento, da poco controllo esterno, ma da grande autoresponsabilità, da molte possibilità di vita, ma anche da molti pericoli per la salute psichica. In queste circostanze è molto più difficile educare di quanto non sia stato in società chiuse e in tempi di valori più sicuri. Oggi genitori e Stato sono considerati i più importanti “incarichi dell’educazione”. Lo Stato educa attraverso il personale docente della scuola. Il sistema scolastico pubblico ha preso il via in piccoli passi e timidamente, diventando però nel corso del XX secolo un’azienda di grosse dimensioni. La Scuola possiede, indipendentemente dai genitori, un suo mandato educativo ed esso è, nell’ambito scolastico, “non subordinato, ma sullo stesso piano del diritto dei genitori”, e consiste nell’allevare i bambini e i ragazzi in modo tale che questi diventino membri realizzati, maturi, colti e responsabili della società. Se per il bambino la scuola è un nuovo campo di vita, nel quale egli rielabora e assume sotto nuove forme le proprie esperienze passate e i primi problemi familiari, per i genitori, la scolarità del figlio può rappresentare una rieducazione e una rimessa in discussione di propri problemi personali e sociali. A tal proposito riteniamo di assoluta necessità il bisogno di creare una qualità relazionale sintonica, empatica e di cooperazione tra genitori-insegnanti, insegnanti-ragazzi e tra insegnanti e dirigenti in modo da formare un’orchestra polifonica psicopedagogica dove i sistemi maggiori di educazione – famiglia e scuola - si integrano in una sinergia autorevole e responsabile, e che armoniosamente si consolida e si evolve, a favore di un processo formativo “all’unisono” dalla sinfonia fluida, solida e contenitiva allo stesso tempo, dai messaggi chiari, all’avanguardia, all’altezza dei tempi. Tale necessità è indiscutibilmente funzionale alla crescita dei ragazzi dato che sia gli uni che gli altri (scuola e famiglia) costituiscono per loro poli fondamentali di riferimento e scale di valori strutturali. Così come la comunicazione contiene, crea e veicola relazioni, assolutamente necessarie per la nascita, crescita ed evoluzione dell’uomo, così la qualità relazionale interpersonale che si va a costituire influenza in modo determinante l’apprendimento. E’ chiaro che quanto appena espresso in modo lineare e semplicistico in realtà si esprime e si manifesta attraverso una dialettica circolare dove comunicazione, comportamento, relazione e apprendimento contribuiscono sistematicamente a condizionarsi l’uno con l’altro. Nei contesti educativi è assolutamente opportuno curare, rivedere, riflettere, ristrutturare e rinforzare qualitativamente le relazioni che, alla base di ogni processo di istruzione e formazione, permettono anche grazie a uno scambio emotivo/affettivo, conoscersi, riconoscersi, comprendersi, trasformarsi e autotrasformarsi. E’ intimamente necessario che gli educatori riflettano sulle relazioni e sui modelli di apprendimento che mettono in circolazione al fine di indirizzare consapevolmente i propri progetti formativi magari mettendosi in gioco proprio in prima persona grazie all’attivazione di una profonda attività di ricerca del sé. Non a caso abbiamo, con passione e minuziosa dedizione per i particolari, creato un corso di aggiornamento teorico/pratico a favore dello sviluppo e della formazione dell’ “Uomo Nuovo”…
La vita scolastica e quella familiare hanno subito negli ultimi anni profondi mutamenti, e sicuramente quanti si occupano oggi della crescita e dell’educazione dei bambini e dei ragazzi possono aver bisogno di essere aiutati a capire, a trovare chiari punti di riferimento per muoversi con successo in un mondo che cambia e nelle differenti fasi evolutive dei bambini e degli adolescenti. Nonostante i profondi cambiamenti, i ruoli della scuola e della famiglia rimangono decisivi per la crescita armonica dell’individuo. Il Direttore didattico e l’Insegnante, nello svolgimento del loro compito educativo, si trovano spesso di fronte alla difficoltà di gestire diverse e nuove problematiche che coinvolgono i bambini e gli adolescenti e le famiglie. Sebbene non sia nelle loro competenze occuparsi della risoluzione di problemi di disagio psichico o familiare, questi possono sicuramente fungere da facilitatori o risolutori di problemi nello specifico ambito scolastico, potendo riconoscere il manifestarsi di situazioni critiche prevenendole o correggendole grazie alle nuove capacità acquisite.
Programma - Obiettivi Formativi La comunicazione nei suoi aspetti pragmatici e relazionali all’interno della realtà scolastica; Lo sviluppo delle risorse personali per un efficace agire professionale; Utilizzare stili di comunicazione efficaci per migliorare l’apprendimento e migliorare le relazioni insegnante-allievi e insegnante-genitori; Dalla comunicazione che spiega alla comunicazione che persuade: strategie e tecniche di conduzione dell’aula; Sviluppo della comunicazione e della capacità di fissare limiti e regole; Comunicazione e gestione dei conflitti; Comunicazione, modelli di relazione, dinamiche di gruppo e gestione delle situazioni conflittuali all’interno delle classi e con le famiglie di riferimento; Il riconoscimento delle principali difficoltà manifestate dai bambini e adolescenti e l’individuazione dei disturbi più frequenti; Disturbi di apprendimento: cosa sono, come riconoscerli e come intervenire; Il rapporto con il cibo e le “battaglie” dall’infanzia all’adolescenza; Apprendere modalità di self help e problem solving: tecniche di autoaiuto per risolvere situazioni problematiche ricorrenti nell’ambito scolastico.
Analisi e descrizione dei principali modelli di famiglia
- Disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività - Disturbo oppositivo-provocatorio - Mutismo elettivo - Disturbo da evitamento - Fobia scolare - Conflitti e aggressività - Ansia da prestazione - Disturbi alimentari (anoressia, bulimia, vomiting).
Formazione rivolta alla scuola 1) Corsi per insegnanti ed educatori
|
||||