Risponde lo PsicoSessuologo

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D: “Qual è il momento migliore per iniziare un programma scolastico di educazione sessuale?”

R: “In circostanze ideali un programma di educazione sessuale dovrebbe integrarsi con tutti gli argomenti del curriculum scolastico dalla scuola materna fino alla scuola superiore. In questo modo la sessualità verrebbe insegnata secondo modalità adeguatamente evolutive, per come emerge naturalmente nelle scienze, nella letteratura e nell’arte e in altri argomenti in cui occupa un posto naturale, e i giovani si renderebbero conto di come essa sia integrata in ogni aspetto della vita. Se si isola l’educazione sessuale come argomento a se stante, per quanto giustificato possa essere, si produce una frattura, separando la sessualità dal resto dell’esperienza vitale.”

 

D: “I programmi di educazione sessuale hanno mostrato qualche risultato positivo?”

R: “Sì. Nonostante il fatto che i programmi di educazione sessuale vengano soltanto adesso valutati nel loro complesso, esistono già delle dimostrazioni di un miglioramento delle conoscenze e anche della disponibilità a capire e a modificare certi comportamenti pericolosi e inadeguati.

 

D: “Uno psicologo ci ha detto che era importante mostrarsi nudi di fronte ai figli. A questo proposito noi ci sentiamo a disagio. Che ne pensa lei?”

R: “Vi è qualcosa da dire riguardo alla nudità dei genitori: vi sono bambini che trovano perfettamente normale il fatto che i corpi non sempre debbano essere rivestiti da abiti e che non c’è nulla da vergognarsi a mostrarsi nudi. È chiaro però che i bambini non raccolgono tale messaggio se sentono che i loro genitori provano disagio a mostrarsi nudi. L’importante è che a voi sembri giusto. Ricordate che le vostre valutazioni riguardo all’intimità e alla modestia sono guide educative molto importanti. Immagino che vogliate trasmettere questi vostri valori ai vostri figli: siete senz’altro nel giusto. Se entrambi vi sentite più a vostro agio a cambiarvi o a lavarvi in privato, in genere è meglio per voi e per i vostri figli che continuiate a comportarvi secondo le vostre abitudini.”

 

D: “A me non piace che il mio bambino giocherelli col suo pene quando è in compagnia di altri bambini o in presenza di amici e familiari. Sono forse troppo dogmatico?”

R: “No. Dica con naturalezza al suo bambino che giocare col pene non è un’attività da fare in pubblico. I bambini devono imparare che vi sono cose che è meglio non fare davanti a tutti, come per esempio lavarsi i denti o spogliarsi. E importante che il bambino capisca che non vi è nulla di male a toccarsi il pene, che non è un’azione cattiva, ma che è qualcosa da fare in privato.”

 

D: “Nostro figlio di 5 anni ci ha casualmente visti mentre avevamo rapporti intimi. Siamo rimasti così sorpresi e imbarazzati da trattarlo un po’ bruscamente. Questo incidente potrebbe provocargli qualche disturbo emotivo?”

R: “E molto improbabile che si verifichi un danno duraturo. E tuttavia comprensibile l’imbarazzo dei genitori in tali situazioni. Per il futuro è meglio che chiudiate la porta della vostra camera, in modo che sia un segnale per il vostro bambino a non disturbarvi. Se dovesse entrare comunque, chiedetegli gentilmente di lasciarvi soli e più tardi spiegategli, nel modo più semplice possibile, ciò che stavate facendo. Assicuratevi che capisca che nessuno di voi due si era arrabbiato né offeso.”


D: “Abbiamo scoperto il nostro bambino di 4 anni mentre giocava al dottore con un amico. E anormale il suo comportamento e dovremmo preoccuparci perché l’amico è un maschietto?”

R: “Rispondo no ad entrambe le domande. E normale che bambini di questa età esplorino ed esaminino i loro genitali e Io facciano con coetanei di entrambi i sessi (questo non è, in ogni modo, il primo passo verso un rapporto sessuale). A questa età la curiosità è naturale e sana e i significati sessuali attribuiti dagli adulti, così frequentemente legati a certi comportamenti, sono esagerati e inopportuni. assai probabile che non vi sia alcun legame tra il gioco da voi osservato e il futuro orientamento sessuale del vostro bambino.
I genitori che “scoprono” il loro figlio (“osservano”, sarebbe meglio dire) intento ad esplorare i suoi genitali, farebbero bene a chiedersi che cosa il piccolo può aver imparato da tale gioco. Analogie e differenze tra maschi e femmine possono essere discusse con delicatezza e i genitori approfitteranno di questa occasione per esprimere il loro atteggiamento verso il corpo, oltre a spiegare quando e dove è opportuno svolgere queste particolari attività. Durante queste spiegazioni i genitori non dovrebbero mai mostrarsi allarmati o disgustati.”

 

D: “La mia bambina di 6 anni mi ha chiesto come mai io avevo il seno e lei no. Nell’imbarazzo, ho cercato di ignorare la domanda. Posso averla in qualche modo danneggiata?”
R: “Normalmente nessun evento isolato di questo tipo ha un impatto a lungo termine sul bambino. Tuttavia, se il suo schivarsi di fronte a questa particolare domanda indica una sua inclinazione al silenzio sugli argomenti sessuali, l’effetto cumulativo potrebbe essere quello di causare problemi nello sviluppo psicosessuale di sua figlia. Quando dovesse ripeterle la domanda, lei potrebbe dirle: Anche tu hai il seno. Ma ora è piccolo e si svilupperà come quello della mamma quando arriverai alla sua età. Come vedi, anche le mie mani, i piedi e la testa sono più grandi dei tuoi. Anche il seno lo è e il tuo aumenterà man mano che diventerai grande.”


D: “Abbiamo notato che nostra figlia di 5 anni dimostra molto più interesse al sesso ora di quando era più piccola. Dovremmo iniziare subito qualche forma di educazione sessuale?”

R: “Avete già iniziato l’educazione sessuale di vostra figlia dal momento in cui è nata. Il modo in cui lei e suo marito la toccavate e la tenevate nel periodo neonatale e il vostro comportamento quotidiano hanno già messo le basi della sua conoscenza sessuale senza che abbiate minimamente parlato degli organi sessuali. Il fatto di sentirsi amata e di amare ha avuto una profonda influenza sulla sua sessualità in questo primo periodo della sua vita. Ora che è un po’ più grande, il modo in cui vi comportate tra di voi e nei suoi confronti continuerà questo apprendimento sessuale o processo di educazione sessuale che non ha mai fine. Attraverso il vostro comportamento di ogni giorno voi, influenzerete i suoi sentimenti e pensieri relativi ai ruoli dei due sessi, a quelli della famiglia, all’immagine del corpo, agli oggetti, all’amore, all’intimità e alle relazioni, a tutto ciò che contribuisce alla sua sessualità in evoluzione. Questi fattori sono infinitamente più importanti di una discussione su come nascono i bambini, anche se molti genitori credono erroneamente che una spiegazione sulla nascita sia tutto ciò che occorre per una corretta educazione sessuale.”


D: “È vero che i maschietti mostrano sempre un maggior interesse sessuale e compiono atti sessuali molto più delle bambine?”

R: “Sembrerebbe così, ma vi è un’importante considerazione da fare. Nella nostra società abbiamo un modello di comportamento doppio, per il quale l’interesse dei maschi verso il sesso è incoraggiato, mentre quello delle femmine viene represso. In altre culture, dove il doppio modello non è applicato, non sembra esserci una grande differenza tra i due sessi.”

 

D: “Gli adolescenti che hanno rapporti sessuali sono in continuo aumento. Io però desidero che nostra figlia sappia chiaramente che non approviamo i rapporti sessuali prematrimoniali. E una pretesa fuori moda la nostra?”

R: “No. E importante che lei e sua moglie esponiate alla ragazza il vostro punto di vista e le ragioni delle vostre valutazioni. I giovani hanno bisogno di consigli e direttive ed è proprio la responsabilità dei genitori che li fornisce in modo consistente. Naturalmente sarete consapevoli del fatto che fornire una guida non garantisce che questa sarà seguita. Tuttavia, anche se i giovani prendono decisioni importanti, come quella di avere rapporti sessuali, senza consultare gli adulti che sono loro vicini, è essenziale che essi siano prima a conoscenza del significato ditali decisioni.”

 

D: “Ho 16 anni e non desidero avere rapporti sessuali. Cosa devo rispondere a chi mi dice che, dal momento che tutti lo fanno, anch’io dovrei adeguarmi?”

R: “Devi dire senz’altro di no! Se il tuo ragazzo ti ha veramente a cuore, deve rispettare le tue idee e i tuoi desideri. Ad ogni modo sappi che nonostante quanto viene riferito dai mass media, non è vero che chiunque, a metà dell’adolescenza o alla fine, ha rapporti sessuali.”

D: “Ho detto a un mio amico che se discuteva con sua figlia del controllo delle nascite, indirettamente le dava la sua approvazione ad avere rapporti sessuali. E d’accordo anche lei?”

R: “Niente affatto. Io credo che un genitore debba discutere con i suoi figli degli argomenti riguardanti il controllo delle nascite e la prevenzione della gravidanza, e debba nello stesso tempo far loro capire che non approverebbe un loro rapporto sessuale prematuro, finché non avranno raggiunto l’età adatta o avranno un certo tipo di relazione. Non è contraddittorio dire: “Credo sia meglio che tu aspetti ad avere rapporti intimi, ma se scegli di averne è importante che tu ti renda ben conto del loro significato, comportandoti in modo responsabile e prendendo le necessarie precauzioni per evitare una gravidanza.” Una chiacchierata aperta ed onesta di questo tipo può senza dubbio aiutare un adolescente ad apprezzare il valore di un vero rapporto romantico.’’

 

D: “Sono l’unico genitore di un ragazzo adolescente e finora non ho ancora affrontato con lui argomenti di carattere sessuale. Sono quindi parecchie le cose che vorrei dirgli e chiedergli. E troppo tardi?”

R: “Senz’altro no. Non è mai troppo tardi. Faccia in modo che il ragazzo sappia che lei desidera parlare e conoscere i suoi sentimenti sulle questioni sessuali. Gli faccia sapere anche quali sono le sue opinioni. Ricordi che, anche se non ha mai parlato esplicitamente al ragazzo di sesso, le sue conoscenze sull’argomento sono state influenzate dal suo comportamento e dalla natura dei rapporti esistenti tra voi due sino ad ora. Il ragazzo si è formato la sua sessualità apprendendola da lei anche se non ne avete mai discusso esplicitamente.”

D: “Nostra figlia di 16 anni non esce ancora con qualche ragazzo. E preoccupante? Dovremmo incoraggiarla oppure organizzarle qualche appuntamento?”

R: “Assolutamente no a entrambe le domande. Vostra figlia, a 16 anni, non è interessata o non è ancora pronta a incontri di questo tipo. Ogni giovane ha il suo momento sociale ed emotivo per iniziare queste esperienze ed è meglio lasciare che l’adolescente sviluppi naturalmente le sue relazioni. Non è prudente che i genitori spingano i loro ragazzi: suggerire appuntamenti o organizzarli per loro significa sottoporli ad ingiuste pressioni. In questa situazione i genitori dovrebbero esaminare i motivi di tanta ansia e chiedere a se stessi chi dovrebbe essere l’eventuale beneficiano dell’appuntamento con la loro figlia sedicenne. In realtà, ciò che gli adolescenti richiedono ai loro genitori è comprensione e assicurazioni riguardo alla normalità dei loro atteggiamenti e della loro evoluzione. Tentare di indurre vostra figlia a seguire la tabella di marcia più comune pensando di favorirla, riuscirebbe soltanto a crearle delle difficoltà.”

 

D: “Qualcuno mi ha detto che se l’adolescente ha avuto qualche esperienza omosessuale, tenderà ad esserne dipendente anche in futuro. E vero?”

R: “No. Tra i giovani non è insolito avere una o più esperienze omosessuali durante l’adolescenza. Queste non sono però indicatrici di un orientamento da adulti. Di solito tali azioni omosessuali sono il risultato di un forte affetto per gli amici o il desiderio di provare una nuova esperienza, oppure ancora possono essere una reazione all’attrazione che molti adolescenti provano verso il sesso opposto. Se essi tuttavia insistono in queste manifestazioni con membri dello stesso sesso, potrebbero effettivamente avere in futuro un orientamento omosessuale. Comunque, per la maggioranza dei giovani, gli atti omosessuali dell’adolescenza sono semplicemente esperienze molto comuni in questo stadio della loro vita.”

 

D: “Che cos’è l’endometriosi?”

R: “L’endometriosi è lo sviluppo di tessuto di rivestimento tipico dell’utero in altre zone, diverse dalla sede uterina. L’endometrio è un tessuto che riveste le pareti dell’utero internamente, e che è destinato a nutrire l’uovo fertilizzato; per ragioni non ancora chiarite questo tipo di tessuto a volte cresce in zone esterne all’utero, come ad esempio le ovaie, le tube di Fallopio o gli intestini. Se ciò accade sorge un problema perché, oltre a causare dolore, l’endometriosi interferisce con il processo di fertilizzazione e di gravidanza. Le donne che soffrono di endometriosi e che vogliono avere dei figli sono in genere consigliate a non attendere troppo prima di rimanere incinte, poiché di solito l’endometriosi è progressiva e peggiora con il passar del tempo. I sintomi variano, ma frequenti sono il dolore durante le mestruazioni e dolenzia a carico degli organi della riproduzione. E’ assolutamente necessario il trattamento medico. L’endometriosi è cosa diversa dall’endometrite. L’endometrite è una irritazione del rivestimento dell’utero e può essere dovuta a molte cause, tra cui la presenza di uno IUD contraccettivo (dispositivo intrauterino). L’endometrite può essere curata dal medico senza troppe difficoltà.”

D: “Una mia amica mi ha detto di avere l’utero retroverso. È possibile?”

R: “Sì. Di solito l’utero giace in un piano a 90° rispetto alla vagina ma nel 15% delle donne esso giace nello stesso piano della vagina o addirittura rovesciato dietro la vagina. Questa situazione prende il nome di utero retroverso. Esso non causa in genere gravi problemi, ma a volte può rendere più difficile la fertilizzazione e può essere causa di dolori dorsali. Il medico, dopo aver fatto la diagnosi, può cercare di riportare l’utero nella sua posizione normale inserendo una mano attraverso la vagina fino al collo dell’utero, appoggiando l’altra mano contro l’area pubica e muovendo con delicatezza l’utero fino a quando non è tornato in sede. Un’altra possibilità è quella di inserire un particolare attrezzo chiamato pessario, che mantiene l’utero nella sua posizione corretta. L’inserimento del pessario non richiede una manovra chirurgica, e di solito il pessario viene rimosso dopo alcuni mesi dopo che l’utero ha riacquistato la sua normale collocazione. Questa procedura di raddrizzamento ha permesso a molte donne di rimanere finalmente incinte dopo anni di sfortunati tentativi.”

 

D: “Soffro di un prolasso uterino. È la stessa cosa di un utero retroverso?”

R: “No. Prolasso dell’utero vuoi dire che l’utero si è staccato dalla parete o dalla struttura di supporto collocandosi in una zona che non gli compete. Un utero prolassato è il risultato dell’indebolimento dei legamenti che sostengono l’utero e lo mantengono nella sua sede normale. Un tipico utero prolassato si abbasserà verso la vagina. Il prolasso si verifica spesso in donne anziane e può seguire una gravidanza che ha indebolito i legamenti di sostegno. Un utero prolassato di solito non provoca dolore e non interferisce con il funzionamento generale dell’apparato genitale, compresa la possibilità di avere rapporti sessuali. A volte può causare problemi per il passaggio delle urine, come in caso di perdita involontaria delle urine quando si tossisce o si ride, ma tale situazione può essere rimediata chirurgicamente o alleviata mediante gli esercizi di Kegel.

 

D: “Quando le donne hanno le mestruazioni possono fare dell’attività sportiva?”

R: “Sì, senza alcun rischio di danno. Tuttavia, a causa della sensazione di malessere che molte donne provano (e che è stato insegnato loro a “dover” provare) esse possono preferire non impegnarsi in attività sportive durante il periodo della mestruazione.”


D: “Ma quanto sangue perdo durante la mestruazione? Mi sembra veramente molto.”
R: “La quantità di sangue persa durante la mestruazione varia da donna a donna. E difficile calcolare la quantità esatta poiché il sangue lascia l’organismo mischiato con tessuto endometriale, ma sembra che normalmente una donna perda ad ogni mestruazione da 30 a 90 grammi di sangue. Se lei usa uno IUD (contraccettivo intrauterino) la quantità di sangue persa può essere lievemente superiore. La perdita di questa quantità di sangue non è per nulla pericolosa se le condizioni generali di salute sono buone e la dieta è regolare.”

 

D: “Una donna vergine può usare un tampone?”

R: “Sì. Un tampone riesce ad adattarsi alla vagina anche se una donna non ha mai avuto rapporti sessuali. Anche se l’imene è ancora intatto, il foro naturale che permette il passaggio del flusso mestruale permette anche la comoda inserzione di un tampone.”

 

D: “È possibile avere rapporti sessuali durante le mestruazioni?”

R: “Sì. Si possono avere rapporti sessuali durante le mestruazioni senza pericolo di disagi o malattie. Non esiste alcuna evidenza medica che stia ad indicare che avere rapporti sessuali durante le mestruazioni possa dare problemi emotivi o problemi fisici per qualcuno dei partner.”

 

D: “Un mio amico afferma di avere rapporti sessuali con la moglie durante le mestruazioni senza usare alcun metodo anticoncezionale. È giusto?”

R: “Non è possibile rimanere incinte durante le mestruazioni. Tuttavia, non tutte le emorragie vaginali sono dovute al flusso mestruale, per cui dei rapporti sessuali senza protezione anticoncezionale in caso di emorragia vaginale possono portare alla gravidanza. Rapporti sessuali senza protezione anticoncezionale nel periodo mestruale possono voler dire che il suo amico non è soddisfatto del metodo anticoncezionale usato da lui e dalla moglie. Questo aspetto deve essere esaminato da entrambi fino a quando troveranno un metodo che sia gradito."

 

D: “Devo lavarmi di più durante il periodo mestruale?”

R: “No. Le mestruazioni non causano nessun cattivo odore in particolare, per cui la normale pulizia quotidiana con acqua e sapone neutro è del tutto sufficiente. Piuttosto, le mutandine possono macchiarsi ogni tanto con qualche goccia di sangue.”

 

D: “È vero che le donne si sentono più eccitate sessualmente durante i giorni della mestruazione?”

R: “No. Al contrario, la maggior parte delle donne riferisce di avere il massimo desiderio sessuale intorno ai giorni dell’ovulazione.”

 

D: “Le mie mammelle diventano tese e dolenti appena prima delle mestruazioni. E normale?”

R: “Sì, del tutto normale. Ciò si verifica perché in quel periodo del ciclo il suo organismo contiene una maggior quantità di ormone progestinico, che causa una certa congestione dei vasi sanguigni delle sue mammelle.”

 

D: “Ho 13 anni e mestruazioni molto irregolari. Significa che c’è qualche problema?.”

R: “No. Durante i primi due anni della pubertà, è frequente che le mestruazioni siano irregolari. A volte la mestruazione può durare una settimana o due, oppure può comparire ogni due o tre settimane e poi non comparire più per un mese o più. Anche se irregolarità di questo genere sono minime, si tratta del modo che l’organismo ha per dare ordine al proprio ciclo mestruale, in modo che in seguito, e fino all’età della menopausa, il ciclo mestruale sia più regolare. Alcuni medici prescrivono delle compresse a base di ormoni a basso dosaggio per un breve periodo di tempo per aiutare il ciclo a diventare più regolare.

Altri medici, tuttavia, ritengono che questa sia un’età in cui non si debbano assolutamente indurre delle interferenze del genere, compresa la pillola anticoncezionale. Un intervento su base ormonale in questa fase ritarderebbe soltanto, secondo loro proprio la regolarizzazione del ciclo mestruale.”


D: “Ho appena iniziato ad avere le mestruazioni, ma so sempre quando stanno per arrivare perché è il momento in cui compaiono dei foruncoli. Come mai?”

R: “Si, succede a molte donne. Appena prima della mestruazione, la naturale variazione dei livelli ormonali causa una iperproduzione delle ghiandole della pelle (ghiandole sebacee), e a volte i pori si otturano di sporco e di batteri causando la formazione di acne o di foruncoli. Può essere utile tenere pulita la pelle, soprattutto intorno all’epoca delle mestruazioni. Di solito, dopo la pubertà, quando l’organismo è adattato alla presenza di una maggiore quota di ormoni femminili, l’acne diminuisce.”

 

D: “Cosa succede se non si gradisce avere un rapporto sessuale mentre si è mestruate?”

R: “E un fatto del tutto individuale e non importa il modo in cui si manifesta. Alcune donne avvertono dei crampi, si sentono gonfie o semplicemente non stanno bene fisicamente o emotivamente durante il periodo mestruale, e alcuni uomini si sentono a disagio nell’infilare il proprio pene nella vagina durante la mestruazione. Se decidete di fare o non fare del sesso durante le mestruazioni, fino a quando la decisione è di coppia, non dovreste avere difficoltà.”

 

D: “Credo di sapere quando sto ovulando. È una cosa insolita?”

R: “No. Lei è tra le donne che riescono a percepire il distacco dell’uovo dall’ovaia, ad ogni ciclo mestruale. Alcune donne lo avvertono come un crampo, un lieve dolore o una fitta. Questo evento è noto come ‘dolore di mezzo’ dal momento che l’ovulazione di solito si verifica attorno al periodo di mezzo del ciclo mestruale della donna.”


D: “Può una donna avere le mestruazioni senza ovulare?”

R: “Si, molto spesso, ciò accade durante il primo anno in cui una ragazza ha cominciato ad avere le mestruazioni. In seguito è piuttosto insolito, ma alcuni problemi emotivi ed ormonali possono impedire l’ovulazione. La negazione della propria femminilità per la profonda dipendenza dai genitori può innescare questa reazione. Se è il caso, può essere utile consultarsi con uno psicologo.”

 
D: “Che cosa è una cisti ovarica?”

R: “Una cisti ovarica è una crescita anomala di tessuto, contenente liquido, su un’ovaia. Le cisti ovariche sono piuttosto comuni e in genere non provocano dolore. Possono scomparire da sole oppure è necessario rimuoverle mediante intervento chirurgico. Di solito vengono rimosse solo le cisti, mentre il resto dell’ovaia rimane intatto e la funzione mestruale e quella riproduttiva continuano. Il semplice drenaggio della cisti può essere eseguito inserendo uno strumento in vagina e facendolo risalire fino a raggiungere il tessuto ovarico malato. Questa procedura è chiamata culdoscopia. La cisti sull’ovaia può essere raggiunta anche mediante incisione ombelicale (laparoscopia).”


D: “È vero che l’allattamento al seno arresta completamente l’ovulazione?”

R: “No. Questa è una credenza erronea che ha portato a molte gravidanze indesiderate. All’inizio, l’allattamento al seno ritarda il verificarsi dell’ovulazione, ma ben presto essa riprende, per cui quando volete riprendere ad avere rapporti sessuali dopo la nascita di vostro figlio, dovete usare un contraccettivo.”


D: “Cosa significa castrazione della donna?”

R: “Castrazione della donna è un altro modo di chiamare la ovariectomia, cioè la rimozione di entrambe le ovaie. Viene eseguita solo quando le ovaie sono malate e non possono essere curate in altro modo. L’ovariectomia rende sterile la donna, naturalmente, e elimina anche il maggior produttore degli ormoni estrogeni. L’ovariectomia non interferisce con l’interesse per il sesso, né con il suo godimento.”


D: “Cosa succede se viene rimossa solo una ovaia?”

R: “Una ovaia o anche solo una sua porzione sono sufficienti a permettere al follicolo di liberare un uovo durante ciascun ciclo mestruale. L’uovo può essere fecondato da uno spermatozoo maschile, e dar luogo così a una normale gravidanza. Un mistero meraviglioso e affascinante del corpo femminile è come esso invia messaggi a tutti gli organi e le strutture quando sono necessarie le loro modificazioni. Ad esempio, quando le due ovaie funzionano entrambe, di solito in alcuni cicli mestruali viene liberato un uovo da una ovaia, mentre nei rimanenti viene liberato dall’ altra ovaia. Questo schema di ovulazione varia da donna a donna, ma quando un’ovaia viene rimossa, l’altra si assume semplicemente per intero il compito di ovulare e libera un uovo ogni mese, per cui la donna mantiene il suo ciclo mestruale come prima. Ciascuna ovaia contiene circa 200.000 uova, per cui non si avrà mai una carenza di uova.”

 

D: “Ho dei peli attorno ai capezzoli. Ho forse un problema ormonale?”

R: “No. Molte donne hanno dei peli attorno ai capezzoli. Fa parte in modo del tutto normale dell’eredità genetica di ciascuno. Molte donne accettano la comparsa dei peli sui capezzoli cosi come accettano i peli pubici o i peli sulle gambe, anche se alcune donne li rimuovono per motivi estetici. Se lei decide di rimuovere i suoi peli sui capezzoli, lo faccia con attenzione, perché è facile irritare il sensibile tessuto mammario.’’


D: “Le donne producono costantemente latte?”

R: “No. La produzione di latte comincia quando la donna diventa gravida. Le ghiandole produttrici di latte delle loro mammelle rispondono alle particolari modificazioni ormonali che si verificano durante la gravidanza, e all’epoca del parto la donna sarà pronta a dare il proprio latte. Ella continuerà a produrre latte fino a quando il bimbo sarà allattato al seno.”


D: “Io non avverto nessun particolare stimolo quando le mie mammelle vengono accarezzate o baciate. Sono normale?”

R: “Sì, lei è normale: moltissime donne ricavano un piacere erotico molto scarso dalla stimolazione delle loro mammelle, nonostante si creda il contrario. Più spesso accade che le mammelle della donna agiscano nel senso dell’eccitazione del partner non della donna.”


D: “Le mie mammelle si gonfiano e diventano dolenti appena prima del periodo mestruale. E normale?”

R: “Si, accade a moltissime donne. La variazione dei livelli ormonali e la ritenzione dei liquidi sono la causa prima di questo fenomeno. Per alleviare questo stato di dolenzia, lei può evitare di mangiare cibi troppo salati, di bere alcolici e di nutrirsi di carboidrati raffinati.”

 

D: “L’esercizio fisico può aumentare le dimensioni delle mie mammelle?”

R: “Sì e no. Nessun tipo di esercizio può aumentare la quantità di tessuto mammario che lei possiede naturalmente, ma l’esercizio fisico può rassodare i muscoli pettorali del torace e quindi anche le mammelle modificando un poco anche le loro dimensioni..”


D: “Una mia amica prende la pillola anticoncezionale per far aumentare di dimensioni le sue mammelle. E una pratica che funziona?”

R: “Può funzionare. In alcune donne che prendono la pillola contraccettiva si verifica un certo aumento di dimensioni, ma qualunque beneficio la sua amica riesca a ricavarne, non dovrebbe farle dimenticare il fatto di essere succube della propaganda del “seno grande” a tutti i costi.”


D: “La mia fidanzata ha cominciato a prendere la pillola anticoncezionale per regolarizzare i suoi cicli mestruali, e ho notato che le sue mammelle si sono ingrossate, e si lamenta di una certa dolenzia. E’ un fatto comune, o è indice di qualche problema? ”

E: “E’ del tutto comune. Moltissime donne trovano che durante i primi mesi di assunzione della pillola anticoncezionale le loro mammelle diventano dolenti. Se il disagio è cospicuo, dovrebbero consultare il medico; forse una pillola diversa può già risolvere il problema. Un leggero aumento di dimensioni delle mammelle è frequente nelle donne che usano la pillola anticoncezionale. La sua fidanzata dovrebbe consultare il medico solo se le sue mammelle aumentassero di dimensioni tanto da farle cambiare misura del reggiseno.”

 

D: “Ho tredici anni e le mie mammelle non hanno ancora cominciato a svilupparsi. Mi vergogno ad andare dal medico e sono preoccupata.”

R: “E naturale essere preoccupati quando si vorrebbe che il proprio seno si fosse già sviluppato e invece non lo è ancora. Devi essere paziente perché il tuo corpo ha una sua tabella di marcia che innescherà lo sviluppo del tuo seno, e questo accadrà presto. Se vai da un medico, ti dirà di cercare di rilassarti e di lasciare che il tuo orologio biologico funzioni a modo suo. Detto per inciso, molte donne adulte ricordano il periodo di tempo cui erano giovani e si sentivano allo stesso modo in cui ti sentì tu adesso, e subito dopo provavano il sollievo che proverai quando le loro mammelle si sviluppavano.”


D: “Ho 14 anni e non ho seno. Una mia amica mi ha consigliato di portare un reggiseno imbottito. Non so proprio come comportarmi.”

R: “Portare un reggiseno imbottito può darti un certo conforto temporaneo. Il reggiseno imbottito naturale è stato usato da molte donne che non erano soddisfatte delle dimensioni d loro mammelle. Tuttavia, nel tuo caso hai davanti a te ancora diversi anni per lo sviluppo del seno. Può darsi benissimo che lo sviluppo del tuo seno non sia ancora innescato. Ricordati inoltre che è importante accettare la forma del proprio seno per quello che è. Solo tu puoi conoscerne il modo, e l’essere in armonia con la propria individualità aiuterà anche l’immagine hai di te e la tua capacità di rapportarti agli altri.”

 

D: “Si può separare la sessualità dall’amore?”

R: “Sì. Benché sembri esserci una tendenza crescente verso la necessità di un affetto vero quale presupposto dell’attività sessuale, molte persone hanno avuto esperienze sessuali divertenti e non sconvolgenti anche senza essere innamorate. Lo psicologo Albert Ellis, fra gli altri, sostiene che il sesso senza l’amore dovrebbe essere socialmente accettabile dato che non arreca alcun danno a nessuno dei partner, e che tale modo di pensare dovrebbe avere l’effetto di togliere il senso di colpa legato a molte relazioni sessuali. Comunque, secondo me, sesso e amore sono connessi. Ritengo che la sessualità sia uno dei modi in cui si manifesta l’amore: il sesso è il linguaggio dell’intimità, della reciprocità e dell’amicizia. E dignitoso e realizza l’impegno verso se stessi e verso il proprio partner. E in questo contesto che il sesso può essere veramente divertente e giocoso. All’interno di una relazione amorosa, la gaiezza degli atti sessuali non riduce la dignità del rapporto, costituisce piuttosto una dimensione preziosa supplementare. Se qualcuno ha sperimentato una volta l’amore e il sesso insieme, ritengo che sarà questa la combinazione che sempre ricercherà.”

 

D: “Perché talvolta le persone parlano dell’amore romantico come di qualcosa che è probabilmente diverso dall’amore ordinario?”

R: “Il concetto di amore cambia un po’ da società a società e di epoca in epoca; la parola “amore” è sempre quella, ma i significati che gli vengono attribuiti sono leggermente differenti. “L’amore romantico” era il modo con cui si considerava l’amore circa duecento anni fa: era un amore in cui si identificavano le forme più alte e pure del sentimento, capace di porsi al di sopra delle leggi e delle convenzioni.”

 
D: “Può esserci amore senza sessualità?”

R: “Certamente. Le persone che scelgono per qualsiasi ragione personale o religiosa di non esprimere la loro sessualità in modo genitale possono ugualmente amare. I genitori amano i propri figli e il loro amore non è genitale; l’amore platonico viene descritto come un’amicizia, casta nelle sue manifestazioni, e caratterizzata dall’amore e dal rispetto ma non dalla sessualità. Uomini e donne hanno sempre avuto amicizie dell’uno e dell’altro sesso profonde, durature, ma in cui non c’era posto per atti sessuali. I Greci definirono due tipi ditale amore: philla, l’amore dell’amicizia e della fratellanza, e agapè, un amore idealizzato che si rivolge al benessere degli altri. Chiamarono invece l’amore che include il sesso eros.”

 

D: “Che cosa significa un orgasmo multiplo nella donna? E, se significa ciò che credo, posso averlo anch’io?”

R: “Orgasmo multiplo significa avere diversi orgasmi entro un periodo molto breve. Ogni donna ne possiede la capacità fisica, anche se ciascuna può sperimentare l’orgasmo multiplo spesso, occasionalmente o mai. Tutto dipende da una adeguata stimolazione continuata dopo il primo orgasmo. Una volta saputo di poter sperimentare orgasmi multipli, è più facile averne. Le donne che hanno orgasmi multipli non sono né anormali né ninfomani.”

 

D: “Anche gli uomini hanno orgasmi multipli?”

R: “Normalmente no. Tuttavia, nel 1978, due ricercatori della California, la dottoressa Mina Robbins e il dottor Gordon Jensen, riferirono nel loro lavoro il caso di 13 uomini che avevano avuto orgasmi multipli. Questi uomini riferirono di aver imparato a controllare la propria eiaculazione in modo da eiaculare solo dopo aver avuto una serie di orgasmi. Robbins e Jensen ritengono che gli uomini possano imparare a controllare la propria eiaculazione e quindi a sperimentare diversi orgasmi, e inoltre, suggeriscono che il motivo per cui la maggior parte degli uomini non ci riesce è che cresce con l’idea di non riuscirci. La nostra cultura afferma che gli uomini possono avere solo un orgasmo alla volta. C’è bisogno di altre indagini per convalidare la teoria di Robbins e di Jensen.”

 

D: “Le donne eiaculano come gli uomini?”

R: “No, ma due ricercatori, John Perry e Beverly Whipple, possiedono la prova filmata durante uno studio da loro condotto, che alcune donne perdono del liquido dall’uretra durante l’orgasmo. Il liquido è stato analizzato: non si tratta di urina, ma di una sostanza che ricorda lo sperma maschile senza spermatozoi. Essi stanno ora conducendo ulteriori ricerche sulla origine del liquido e sul rapporto esistente tra la sua comparsa e certi tipi di contrazioni orgasmiche. Se le loro indagini supereranno i minuziosi esami che tali affermazioni hanno resi necessari, sentiremo parlare molto di questo interessante fenomeno.”

 

D: “Quando ho un orgasmo, mi piace e mi sento bene, ma sicuramente non provo le cose di cui leggo in certe riviste o libri. Devo farmi curare?”

R: “No. La maggior parte della letteratura che descrive l’orgasmo costruisce aspettative e prestazioni non realistiche. Abbiamo così scene di orgasmi incredibili e esplosivi, e se ci poniamo a confronto con queste rappresentazioni concludiamo che le nostre esperienze sono assolutamente lontane dall’ “ideale”. La cosa importante da ricordare sulla nostra vita sessuale è che si deve raggiungere uno stato di soddisfacimento per noi e per il nostro partner. I sentimenti suscitati dal sesso sono assolutamente unici e così anche per il vostro partner.

 

D: “Dopo diversi anni ho finalmente detto al mio partner che io non sono mai stata soddisfatta della nostra vita sessuale. Adesso subisco il suo silenzio e mi chiedo se ho fatto bene.”

R: “E importante che lei si intenda con il suo partner su quello che sono i suoi bisogni. Esprimere insoddisfazione nei confronti di una relazione sessuale che procede da lungo tempo è particolarmente difficile perchè coinvolge la qualità della relazione stessa fin da principio. AI suo partner può riuscire difficile credere che per tutto questo tempo la relazione è stata insoddisfacente. Continui a dialogare in modo sensibile. Non perda la possibilità di comunicazione e sia certa di sottolineare la forza e gli aspetti positivi della vita sessuale. Criticando la vostra relazione sessuale in un modo costruttivo lei riuscirà a far superare al suo partner quel senso di inadeguatezza che probabilmente ora lo blocca. Non è facile fare ciò, ma dal momento che lei si è assunta una responsabilità nei suoi stessi confronti, io ritengo che si stia comportando al meglio.”

 

D: “Una coppia che conosciamo ci ha detto di quanto meravigliosi siano i loro orgasmi adesso che sono simultanei. E una buona idea seguire il loro metodo in modo da avere anche noi orgasmi simultanei?”

R: “No. Applicarsi a questa specie di routine per raggiungere orgasmi simultanei non è una buona idea. Il senso dell’attività sessuale con il suo partner è quello di esprimere i sentimenti che avete l’uno per l’altra in un modo che sia piacevole e soddisfacente. Cercare di dare un scansione temporale ai vostri ritmi in un qualche modo particolare allontana la spontaneità e la creatività dalla vostra esperienza e può rendervi facilmente spettatori di quello che state dicendo. Se la vostra vita sessuale vi soddisfa così com’è, non c’è motivo di cercare schemi mutuati da altri. Costoro forse esprimono nella loro relazione altre cose e le loro necessità sono diverse dalle sue e da quelle del suo partner.”


D: “Da quando mia moglie mi ha detto che avere un orgasmo tutte le volte che facciamo l’amore non è per lei la cosa più importante, la nostra vita sessuale è cambiata radicalmente. Io mi sento più rilassato e non mi danno l’anima perchè lei abbia l’orgasmo tutte le volte che ce l’ho io. Lei mi ha anche insegnato il vero significato della intimità con qualcuno.”

R: “Spesso uomini e donne si impegnano così tanto nel raggiungimento di determinate prestazioni sessuali mentre fanno l’amore che dimenticano con chi sono e perchè stanno insieme. Quando l’obbligo della prestazione è eliminato dall’attività sessuale e le coppie rinunciano al tentativo di avere orgasmi che ricordano delle marce forzate, possono aversi delle esperienze meravigliose ed eccitanti. Gli uomini e le donne sono stati cresciuti nel mito dell’orgasmo a tal punto che tutte le meravigliose sensazioni e il senso del loro stare insieme prima e dopo l’orgasmo, si svaluta e si banalizza. Quando le coppie si rieducano apprezzando la loro attività sessuale come esperienza totalizzante, i loro orgasmi diventano un bellissimo aspetto di una attività sessuale stimolante e da cui si trae godimento.

 

D: “Quali problemi sono meglio risolti dal Consulente Sessuale?”

R: “In generale, i consulenti del sesso qualificati che hanno una vasta preparazione in PsicoSessuologia sono in grado di trattare l’intera gamma dei problemi sessuali e delle difficoltà personali e di relazione. Per questo motivo è opportuno rivolgersi a consulenti con un’ampia esperienza di psicologia e con un’altrettanta adeguata esperienza e preparazione in terapia sessuale.”


D: “È vero che i migliori consulenti del sesso sono medici?”

R: “No. Esistono molti psicologi, sacerdoti, assistenti sociali, insegnanti, ed altri che hanno credenziali autonome e una adeguata preparazione e che quindi assicurano una assistenza sensibile e eticamente valida. Costoro sono generalmente in contatto con un medico o con un centro medico così da poter far visitare i pazienti che hanno problemi sessuali causati da motivi organici. Contattando una di queste organizzazioni, lei sarà in grado di trovare un terapeuta la cui preparazione è adeguata alle sue necessità.


D: “Qual’è l’utilità dei libri che insegnano a superare i problemi sessuali?”

R: “In generale, non sono entusiasta circa l’uso di libri, nastri e film che trattano di specifici problemi sessuali. Io ritengo che per aiutare una persona o una coppia a risolvere i propri problemi personali, le proprie resistenze e i propri problemi di relazione sia necessario un consulente esperto, se si vuole affrontare e risolvere del tutto le difficoltà. I problemi sessuali sono legati di frequente a fattori della personalità che solo una persona obiettiva e professionalmente preparata può affrontare correttamente. Il movimento dell’auto-assistenza nella cura della salute e della sessualità ha portato alla pubblicazione di alcuni libri che hanno educato la gente a conoscere il proprio corpo. Ciò ha avuto su alcuni un impatto di tipo terapeutico, ma i libri non sono sufficienti a risolvere specifici problemi sessuali.”


D: “È vero che ci sono dei terapeuti che hanno rapporti sessuali con i propri pazienti?”

R: “Situazioni del genere si sono verificate occasionalmente e sono state unanimemente censurate sia dai terapeuti più preparati che dalle organizzazioni sessuologiche più importanti. Non esiste una ragione teorica o pratica per comportamenti di questo genere. Si tratta di uno sfruttamento del paziente e di una compromissione della relazione terapeutica. I motivi di tali comportamenti non trovano alcuna spiegazione in grado di dimostrare che il paziente trae reale beneficio dalla relazione sessuale. E interessante notare che i pazienti che hanno “bisogno” di avere rapporti sessuali con il proprio terapeuta come parte del trattamento sono generalmente donne di giovane età. Raramente gli uomini o le donne adulti sentono il bisogno di un tale trattamento!”

 

D: “Io riesco a godere del sesso circa una volta alla settimana. Per me va bene così e soddisfa le mie necessità. Al mio partner piace avere due o tre rapporti alla settimana. La situazione comincia a diventare un po’ tesa. E una buona idea che io consulti un terapeuta per un controllo?”

R: “E che cosa vuole controllare? Lei gode del sesso una volta la settimana e il suo partner di più: ciò non significa che lei abbia dei problemi e che il suo partner sia normale. Di più non significa meglio e più sano: meno non significa peggio o meno sano. Perché non cercate di venirvi incontro e trovare un accordo come per gli altri aspetti della vostra relazione? Se poi tutto ciò non funziona in modo soddisfacente, allora un terapeuta qualificato sarà certamente in grado di aiutarvi.”

 

D: “Ho letto di donne che sono diventate orgasmiche mediante esercizi di masturbazione. E vero?”

R: “Sì. Le donne possono cominciare a raggiungere l’orgasmo mediante la masturbazione sotto la guida di un esperto (usando se necessario un vibratore), spingendo poi il partner a masturbarle e quindi a penetrarle con una ulteriore stimolazione clitoridea. Un programma di questo tipo elaborato da Lo Piccolo e Lobitz ha dimostrato di essere efficace con un piccolo gruppo di donne. Al termine del programma la maggioranza delle donne riusciva ad avere regolarmente, anche se non invariabilmente, un orgasmo mediante penetrazione.”


D: “Qual è la realtà dei gruppi in cui le donne fanno esperienza di masturbazione?”

R: “Lei si riferisce probabilmente al programma di trattamento di gruppo iniziato nel 1972 da Lonnie Barbach e Nancy Carisen, che ha ottenuto un grande numero di successi con migliaia di donne. In questo programma, le donne non si masturbano l’una in presenza dell’altra, bensì in privato, da sole o in presenza dei rispettivi partner. L’approccio dettagliato non può essere discusso in questa sede ma i punti salienti sono i seguenti:

* il terapeuta incontra ogni donna individualmente e definisce con lei il programma individuale e la meta da raggiungere

* le sessioni si tengono una volta la settimana per dieci o dodici settimane con sei o Otto partecipanti e un terapeuta

* le donne discutono insieme delle precedenti esperienze, scambiandosi sostegno e sicurezze

* le donne imparano a conoscere il proprio corpo, ad accettare se stesse e ad accettare il piacere sessuale come un esito naturale

* viene fatta luce su pregiudizi e disinformazione e vengono esplorate le varie convinzioni culturali

* a ciascuna donna viene assegnato il programma di masturbazione di Lo Piccolo-Lobitz Women Discover Orgasm di Lonnie Barback descrive teoria e pratica di questo importante programma.”


D: “Ho sentito dire che gli esercizi di Kegel possono aiutare una donna a raggiungere l’orgasmo. E vero?”

R: “Sì. Gli esercizi di Kegel aiutano a mantenere la muscolatura della vagina tonica, e ciò a sua volta migliora la sensibilità e può portare al miglioramento della risposta orgasmica.”


D: “Ho una relazione eccellente con mio marito e ci piace fare del sesso. Raggiungo l’orgasmo, qualche volta, ma non mi sembra di averlo mai con la penetrazione. Sono stata da un terapeuta, ho letto e ho provato di tutto, ma niente sembra funzionare. A volte provo un senso dì fallimento.”

R: “Numerose donne sono incapaci di raggiungere l’orgasmo con la penetrazione ma riescono a raggiungerlo altrimenti con altri metodi. Dai suoi commenti sulla relazione e sul suo modo di godere del sesso, direi che lei non è un fallimento e che non deve sentirsi sconvolta. Il suo modo dì rispondere non determina il raggiungimento dell’orgasmo con la penetrazione, ma si tratta di una normale variazione della risposta sessuale e non deve essere del tutto svalutata. Una preoccupazione ossessiva verso l’orgasmo mediante la penetrazione è dannosa per il suo equilibrio emotivo e può interferire con ciò che lei descrive come una relazione eccellente.”

 

D: “Un mio amico mi diceva che il comportamento della mia giovane figlia era anormale. Ora sono veramente preoccupato e sto considerando l’eventualità di portarla da un medico.”

R: “Non so come si comportasse sua figlia ma è probabile che facesse cose che la figlia del suo amico non faceva. Non permetta che un amico le dica cosa è normale o anormale, specialmente se si tratta dei “suoi” ragazzi. E lei il giudice del comportamento dei suoi figli: tutti i bambini sono diversi e sono quelle differenze a renderli unici e particolari; il che non vuol dire anormali. Parli con sua moglie e con altri genitori, legga qualcosa sullo sviluppo infantile e si faccia una sua idea personale prima di consultare il medico. In altre parole, potrebbe trattarsi di qualcosa nello sviluppo di sua figlia che richiede una particolare attenzione; ma potrebbe trattarsi di molte altre cose.”


D: “Come faccio a dire se quello che faccio è normale?”

R: “Nemmeno io posso dirlo. Non so quali siano i suoi valori, non conosco ciò in cui crede, non so nemmeno cosa le abbiano dato le esperienze passate e non conosco le sue mete. Tuttavia, se per lei “normale”significa ciò che è buono e giusto “per lei”, posso aiutarla invitandola a rispondere con queste domande:

* Che cosa ritiene nocivo, fisicamente ed emozionalmente, per lei e per il suo partner?

* Pensa che i suoi sentimenti e comportamenti siano motivati da qualcosa che lei sente come di grande valore, indispensabile e di incremento alla valutazione di se stesso, o invece i suoi pensieri e atti la fanno sentire indegno, di poco valore e quindi diminuiscono la valutazione di sé?

* Ritiene che gli atti che compie con un’altra persona siano responsabili, aperti, reciproci, consensuali e piacevoli, oppure sono irresponsabili, coercitivi, ansiosi, colpevolizzanti e spiacevoli?

* I suoi atti favoriscono il contatto con gli altri e continuano il suo sviluppo di persona sana, o invece la depersonalizzano, la escludono dagli altri e limitano le possibilità di una crescita personale per diventare una persona competa?

Non si tratta di una scheda da compilare, neanche di un test a punti che certificherebbe ciò che è in lei “normale”. Le domande sono destinate solo ad aiutarla nel valutare attentamente il suo comportamento sessuale e per vedere se è effettivamente positivo e in grado di migliorare l’esistenza.”


D: “Io compio degli atti sessuali che mi fanno sentire veramente anormale, eppure non voglio perdere il mio partner.”

R: “Tratti se stesso come una persona di valore e parli con il suo partner dei suoi sentimenti. Generalmente agli amanti interessa essere felici e soddisfatti l’uno dell’altro. Probabilmente il suo silenzio è interpretato come un consenso, così se a lei non piace ciò che accade ne parli. Il suo partner non potrà mai venire a conoscenza dei suoi sentimenti sino a quando lei non li chiarisce a se stesso. Aver paura di perdere il proprio partner è il risultato di un’ansietà comune, spesso infondata.”


D: “Cosa potrei fare per convincere il mio partner che è normale provare cose nuove?”

R: “Chi dice che è normale? Anche se pensassi che c’è una risposta a questa domanda, non credo di potergliela dare. Non so cosa sono le “cose nuove” di cui lei parla; non so cosa significhi per lei o per il suo partner e non so come sia la vostra relazione o quali scopi abbiate in quanto coppia. Penso che sia necessario fare alcune riflessioni su questo punto. Penso anche che occorra essere consapevoli che la linea di demarcazione tra la convinzione e la coercizione è molto sottile, e la coercizione è dannosa. Rifletta su quanto può sembrarvi giusto come coppia prima di provare a modificare ciò che fate ora.”


D: “Mia moglie dice che la sessualità orale è anormale, come posso convincerla che non è così?”

R: “Non può. Può parlare dei suoi sentimenti, può cercare di sapere che cosa pensa sua moglie e provare a discutere l’argomento in modo affettuoso e non accusatorio. Forse teme che la sessualità orale comporti dei rischi medici. Forse la infastidisce l’odore dei genitali. Forse non ha uno specifico argomento da opporre alla sessualità orale e semplicemente non vuole farlo. Potrebbe essere di aiuto leggere qualcosa sulla sessualità orale ma lei, alla fine, potrebbe anche adeguarsi alla scelta di sua moglie. E qual è la sua parte in ciò? Che cosa significa per lei la sessualità orale? La entusiasma il cunnilingus così come vorrebbe che fosse per sua moglie riguardo la fellatio? Vuole sottomettere sua moglie alla soddisfazione dei suoi bisogni? Pensa che questa imposizione possa influenzare il buon andamento della vostra relazione?”

 

D: “Perché sembra che le donne abbiano problemi maggiori con le malattie sessualmente trasmesse?”

R: “Probabilmente perché le donne più degli uomini possono essere asintomatiche. Ad esempio, il 60% delle donne che hanno la gonorrea possono non mostrare alcun sintomo, mentre 1’80% e anche più degli uomini esibiscono molto rapidamente i sintomi della infezione. La malattia può dunque interessare la donna per un periodo di tempo molto più lungo. Alcune malattie trasmesse per contatto sessuale sono naturalmente esclusive della donna o molto più frequenti nella donna la tricomoniasi, la vaginite e la malattia infiammatoria della pelvi.”


D: “Una malattia trasmessa sessualmente può causare sterilità?”

R: “Sì. Nelle donne, una gonorrea non trattata può portare alla sterilità perché il gonococco è in grado di lasciare delle cicatrici sulle tube di Fallopio, impedendo quindi allo spermatozoo e all’uovo di incontrarsi. Nell’uomo, una gonorrea non trattata può lasciare delle cicatrici sulla parete dell’uretra in grado di portare alla sterilità. Sia negli uomini che nelle donne un trattamento medico precoce risolve l’infezione gonococcica e impedisce il manifestarsi di questi effetti successivi.”


D: “Che cosa devo fare se sospetto di avere contratto una malattia sessualmente trasmessa?”
R: “Deve recarsi immediatamente dal medico o nel reparto specialistico dell’ospedale. Nei reparti ospedalieri operano degli specialisti che la visiteranno e, se necessario, inizieranno subito il trattamento. Lei ha l’obbligo morale di avvisare i partner stessi per ridurre il rischio a carico della loro salute e la possibilità di diffusione della malattia. Il personale del reparto è esperto, obiettivo, e non dà giudizi morali sulla sua vita sessuale, né considera l’omosessualità, il cunnilingus e la fellatio o qualunque altra pratica sessuale come una perversione. Gli esami e il trattamento non sono dolorosi e non hanno in nessun modo il significato di una punizione.”


D: “È vero che i microrganismi responsabili delle malattie veneree non riescono a sopravvivere fuori dell’organismo?”

R: “Sì, è vero in generale che i microrganismi responsabili delle malattie trasmesse per contatto sessuale hanno scarse possibilità di sopravvivenza fuori dal corpo. Tuttavia, sono stati riportati alcuni casi di microrganismi della gonorrea rimasti in vita al di fuori del corpo e che hanno causato l’insorgenza della infezione senza che ci sia stato alcun contatto sessuale. Però è un fatto molto raro.”


D: “Si possono avere rapporti sessuali immediatamente dopo aver subito un trattamento per una malattia sessualmente trasmessa?”

R: “No. Il medico vi dirà quando potrete riprendere l’attività sessuale una volta che il trattamento per una malattia STD è cominciato. Alcune di queste malattie richiedono diversi responsi negativi prima di poter riprendere in piena sicurezza l’attività sessuale, per cui dovrete aspettare una settimana e anche più.”

 
D: “I bambini possono contrarre le malattie veneree?”

R: “Sì. Molte malattie sessualmente trasmesse possono essere trasmesse al feto nell’utero, durante il parto o anche dopo il parto. I bambini nati da madri sofferenti di herpes genitalis clinicamente attivo possono addirittura soccombere per le complicanze indotte dal virus. I bambini che nascono da madri affette da gonorrea possono riportare danni agli occhi, e le madri affette da sifilide possono trasmettere la malattia alla prole con gravi conseguenze. La diagnosi e il trattamento precoci di malattie sessualmente trasmesse a carico di bambini neonati sono essenziali e si dimostrano efficaci. In Gran Bretagna, ad esempio, nel 1950 furono riportate 227 infezioni a carico di neonati; 18 nel 1960 e 12 nel 1970.”

 

D: “Un mio amico usa normalmente degli antibiotici per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmesse. E una prassi corretta?”

R: “Assolutamente no. Gli antibiotici hanno effetti diversi su persone diverse e l’uso di routine di cui lei parla può portare a gravi problemi sanitari. Inoltre, il trattamento adeguato per le malattie sessualmente trasmesse varia a seconda del tipo di malattia e dello stato di salute dell’individuo. Questa specie di auto-trattamento è pericoloso e lei dovrebbe dire al suo amico di non farlo.”

 

D: “Si può contrarre una malattia venerea in gola o nel retto?”

R: “Sì. La gonorrea della faringe può essere il risultato di un rapporto orale con una persona infetta. La gonorrea del retto è il risultato di un rapporto anale con una persona infetta oppure, nella donna, l’infezione accidentale dell’ano in seguito a un rapporto vaginale. In entrambi i casi, il trattamento consiste nella somministrazione di antibiotici prescritti dal medico dopo una visita.”


D: “Ho sentito parlare dell’epatite come di una malattia che può essere trasmessa per contatto sessuale. E vero?”

R: “Sì, può essere. L’epatite è una grave malattia virale che colpisce il fegato. Un tipo di epatite può essere trasmesso per contatto anale, oppure per contatto oro-anale. Gli omosessuali maschi dimostrano una incidenza di epatiti superiore al resto della popolazione. I sintomi principali sono la febbre, il dolore muscolare, il senso di affaticamento; l’urina assume un colore caffè, le feci diventano grigiastre e di solito si sviluppa un ittero (ingiallimento) a carico della pelle e della sclera degli occhi. Un attacco di epatite impiega dalle sei alle otto settimane per risolversi, durante le quali il paziente deve nutrirsi con una dieta speciale, riposare molto ed evitare bevande alcoliche.”

 

D: “Quali sono le probabilità di contrarre la gonorrea durante un rapporto sessuale con un partner infetto?”

R: “Sebbene sia difficile essere precisi è stato calcolato che c’è il rischio del 50-80%, rischio che ovviamente aumenta con la frequenza dei rapporti sessuali e dipende dall’uso o meno di una barriera contraccettiva come un preservativo.”

 

D: “Ho sentito dire che l’herpes genitalis causa il cancro. È vero?”

R: “E stato suggerito che l’HS VII possa causare il cancro del collo dell’utero, ma non esiste ancora una prova conclusiva. Indagini di laboratorio condotte su animali hanno dimostrato che il virus può trasformare cellule normali in cellule tumorali, ma non esiste una conferma per quanto riguarda gli esseri umani. In ogni caso, le donne che sono affette da HSVII dovrebbero sottoporsi regolarmente al Pap-test.”


D: “Cosa dovrebbe fare una donna gravida affetta da herpes genitalis?”

R: “Essere assolutamente certa che il suo medico ne è al corrente. Sebbene esistano opinioni diverse su come trattare esattamente ciascun caso, lo scopo è quello di ridurre il rischio di un taglio cesareo inutile, di minimizzare il rischio di trasmettere il virus al nascituro durante il travaglio e il parto, e di ridurre le possibilità di infezione del bambino nelle prime settimane dopo il parto.”


D: “Si può trasmettere l’herpes genitalis senza un contatto sessuale?”

R: “Tecnicamente è possibile, ma è estremamente improbabile.”


D: “L’uso del preservativo impedisce la trasmissione dell’herpes genitalis?”

R: “No, l’uso del preservativo non impedisce la trasmissione dell’herpes genitalis, anche se può essere utile. Non esiste altra possibilità che evitare di avere contatto diretto con chiunque esibisce ulcere da herpes. Bisogna ricordare che l’herpes genitalis può essere trasmesso dalle mani o da altre parti del corpo che vengono a contatto con un’ulcera aperta.”

 

D: “Il mio ragazzo ultimamente ha avuto diverse volte l’uretrite non specifica. Afferma di non aver avuto altre partner all’infuori di me, e io ne sono sicura. Il suo medico vuole visitarmi. È necessario che lo faccia?”

R: “Assolutamente sì. Molte donne sono affette da uretrite non specifica senza sintomi evidenti, ma sono portatrici attive della malattia. Il tuo ragazzo può reinfettarsi da te dopo essersi curato, se non ti sarai curata anche tu.”


D: “I pidocchi pubici sono la stessa cosa della scabbia?”

R: “No. La scabbia è causata da acari che scavano sotto la pelle in prossimità dei follicoli piliferi e provocano arrossamento e prurito. Essa si trasmette per contatto corporeo molto stretto. La scabbia può essere trattata mediante lozioni acquistabili in farmacia senza ricetta.”

 

D: “Se si stringe la mano a un ammalato di AIDS si può contrarre la malattia?”
R: “No. Il virus dell’AIDS non si trasmette attraverso i cosiddetti contatti sociali (stringersi la mano, abbracciarsi, ballare ecc.).”

 

D: “Baciarsi sulle labbra può far “prendere” l’AIDS?”

R: “No. I cosiddetti baci “asciutti”, cioè senza scambio di saliva, non presentano alcun rischio.”

D: “Usare le stesse posate, gli stessi bicchieri o gli stessi piatti che ha adoperato un ammalato di AIDS può esporre al contagio?”

R: “No. In questi casi non si corre alcun rischio di essere contagiati.”

 

D: “L’uso degli stessi servizi sanitari (water, doccia, ecc.) può essere pericoloso?”

R: “No. Il sedile del water o i rubinetti della doccia sono del tutto innocui per quanto riguarda la trasmissione dell’AIDS.”

 

D: “Se i condom sono così efficaci e non hanno controindicazioni mediche, come mai non tutti li usano?”

R: “Perché, nonostante la loro validità pratica, possono talvolta interferire sul piacere sessuale. Ecco alcuni dei motivi per i quali i condom non vengono usati regolarmente:

* riducono la sensibilità del pene nella vagina; da tempo gli uomini si lamentano dell’inconveniente e anche parecchie donne sono dello stesso parere

* dopo l’eiaculazione, l’uomo deve fermare le sue spinte ed estrarre il pene, altrimenti rischia di spostare il condom e propagare lo sperma in vagina: per entrambi i partner può essere un’interruzione sgradevole

* molte persone, quando usano i condom, si sentono preoccupate

* sia uomini che donne temono che un’eiaculazione violenta possa rompere o spostare il condom

* alcuni uomini trovano difficile applicare il condom e ciò li imbarazza

* a volte l’uso del condom non è gradito perché implica premeditazione e toglie spontaneità all’atto sessuale

* interrompe l’andamento naturale dell’amplesso

* alcune persone, sia uomini che donne, sono allergiche al lattice o ai lubrificanti usati con il condom.”

 

D: “Che cosa sono i condom naturali?”

R: “Sono fatti con budello di pecora, invece che con gomma. Hanno lo stesso aspetto e si usano come gli altri, ma sono molto più costosi. Hanno però il vantaggio, secondo alcuni, di dare più sensibilità durante il rapporto sessuale. Probabilmente sono migliori conduttori di calore di quelli di gomma.”


D: “Sono migliori i condom lubrificati di quelli che non lo sono?”

R: Senz’altro. Si rompono meno facilmente e irritano meno la vagina. Vi sono però persone allergiche ai lubrificanti”.


D: “È vero che i condom impediscono di contrarre malattie veneree?”

R: “No, anche se possono ridurne i rischi. Se lei ha rapporti sessuali con un portatore di malattie trasferibili mediante il sesso e non ne è al corrente, il condom può evitare che l’infezione si trasmetta, ma non è una garanzia completa. Se il malanno è a conoscenza di entrambi i partner, vi è un’unica cosa da fare: niente sesso finché il malanno non è scomparso.”


D: “Che provvedimenti adottare nel caso un condom dovesse scoppiare durante il rapporto sessuale?”

R: In questo caso il rimedio migliore è quello di introdurre in vagina una crema, schiuma o gelatina anticoncezionali e lasciarvele fino a completo assorbimento. Non cerchi mai di continuare il rapporto sessuale senza proteggersi con un altro condom anche se è frustrante interrompere l’atto sessuale quando entrambi i partner sono eccitati. La sua partner, se non dovesse veder comparire le mestruazioni al momento giusto, deve consultare il medico. E meglio evitare le docciature in vagina che possono far penetrare ancora più a fondo lo sperma. La pillola del giorno dopo può essere un valido contraccettivo d’emergenza.”


D: “Come posso procurarmi i condom?”

R: “Li può acquistare senza prescrizione medica da un farmacista o presso appositi distributori automatici, oppure li può ordinare per corrispondenza a quelle ditte che fanno questo servizio. Nella loro confezione originale, i condom durano circa due anni prima di deteriorarsi per cause naturali. E quindi indispensabile controllare la data di confezione prima di usarli, soprattutto se l’acquisto viene fatto presso i distributori automatici.”


D: “I nuovi condom stimolanti sono migliori di quelli normali?”

R: “Sì e no. Non sono più sicuri, perché tutti i condom devono rispondere agli stessi requisiti standard di qualità ufficialmente autorizzati. Alcune persone, tuttavia, li preferiscono perché ritengono che la loro superficie trattata con granuli o nervature rafforzi l’intensità del rapporto sessuale. Sono migliori se lei li preferisce agli altri, ma non sono più efficaci.”

 

D: “Una volta individuata la misura del proprio diaframma, è necessario sottoporsi a controlli successivi?”

R: “Sì. Bisogna sempre far esaminare la misura del diaframma ad ogni visita medica. La misura può cambiare in caso di consistente perdita o aumento di peso (dell’ordine di 5 o 6 Kg), dopo un parto o un aborto. Per ciascuno di questi eventi, si rende necessario un nuovo diaframma. Se si hanno dei dubbi sulla sua validità, soprattutto dopo aumenti o perdite di peso, è meglio far controllare subito la misura, senza aspettare la visita medica periodica.”


D: “Il mio ragazzo dice di sentire il diaframma durante il rapporto sessuale. Che dovrei fare?”

R: “Il suo diaframma non è ben sistemato in vagina oppure la misura non è giusta. Di solito questi sono i motivi per i quali il pene tocca il diaframma. Consulti il suo medico e nel frattempo eviti contatti sessuali con il suo ragazzo. Se il diaframma è collocato correttamente e la misura è quella giusta, il suo ragazzo non dovrebbe sentirlo. Tuttavia alcuni uomini, quando sanno che la donna ha il diaframma, pensano di doverlo sentire. Ciò significa in molti casi che essi hanno delle profonde riserve inconsce nei confronti della contraccezione in generale o ritengono che il diaframma sia un mezzo troppo “meccanico” (come avviene anche per i condom), oppure ancora perché desiderano fecondare la donna. Nel suo caso, consiglio di consultare il medico e controllare il corretto collocamento e la giusta misura del suo diaframma; le consiglio inoltre di discutere il problema con il suo ragazzo, onestamente e con molta chiarezza.”

 
D: “Il diaframma, una volta collocato, può spostarsi?”

R: “Qualche volta anche un diaframma inserito correttamente può spostarsi durante il rapporto sessuale. Succede raramente ma qualche volta può capitare, soprattutto se, durante il rapporto sessuale, la donna sta sopra l’uomo. Il movimento del pene durante l’amplesso molto raramente può spostare il diaframma.”

 

D: “Alcune mie amiche usano il diaframma durante il periodo mestruale. Fanno bene?”

R: “Le sue amiche sono molto prudenti. Anche se di norma non c’è ovulazione durante il periodo mestruale, non si può esserne del tutto sicuri. Quindi è sempre consigliabile qualche precauzione. I diaframmi sono particolarmente adatti durante le mestruazioni, soprattutto per quelle coppie che non tollerano la presenza di sangue durante il loro rapporto sessuale. L’uso del diaframma durante la mestruazione è assolutamente innocuo.”

 

D: “È vero che alcune donne si mettono ogni sera il diaframma prima di andare a letto?”

R: “Sì. Se una coppia è abituata ad avere rapporti sessuali prima di addormentarsi, inserire d’abitudine il diaframma ogni sera vuol dire prepararsi per tempo e non interrompere in seguito l’amplesso. E opportuno però ricordare che la gelatina o crema spermicida non avrà più effetto dopo un paio d’ore dall’applicazione. Nel caso di rapporti nel corso della notte o al risveglio, bisognerà applicare di nuovo lo spermicida.”

 

D: “Il diaframma è come il cappuccio cervicale?”

R: ‘ ‘No, non è la stessa cosa. I cappucci cervicali sono piccoli, flessibili e sono a forma di ditale. Si adattano sopra la cervice e non contro. Come i diaframmi, vengono venduti in diverse misure. Il cappuccio cervicale, per essere efficace, va usato come il diaframma, e cioè ad ogni rapporto sessuale e assieme a spermicidi. Va applicato 6 ore prima del rapporto e rimosso dopo 24 ore. Va lavato e, volendo, può essere di nuovo ricollocato sulla cervice. Deve essere comunque lavato sempre dopo l’uso. I cappucci cervicali sono noti da circa un secolo e, anche se parecchie donne (ma non tutte) li trovano comodi, sono più difficili da sistemare dei diaframmi. Quindi è ancora più importante assicurarsi della misura adatta e seguire con cura tutte le istruzioni.”


D: “Come si sceglie un dispositivo contraccettivo intrauterino?”

R: “Deve essere applicato da un medico o da personale specializzato di un consultorio per la pianificazione familiare. Dopo un attento esame e un’accurata anamnesi, il medico suggerirà alla donna il tipo di IUD più adatto, in base cioè alle dimensioni dell’utero, alle precedenti gravidanze e ad eventuali programmi di gravidanze future. Nella scelta influirà notevolmente una sua eventuale allergia al rame.”


D: “Che succede se si rimane incinta con il dispositivo contraccettivo intrauterino inserito?”

R; “La percentuale di insuccesso è del 2% e non se ne conosce il motivo. In tali circostanze è probabile che si verifichino le seguenti situazioni:

* nel 50% dei casi, si avrà un aborto entro le prime settimane di gravidanza; l’evento sarà segnalato da violenti crampi e perdite di sangue simili a quelle del periodo mestruale; i sintomi sa- ranno più intensi quanto più lungo sarà stato il periodo di gravidanza;

* forti probabilità di infezioni uterine; se l’infezione dovesse in- sorgere, è necessario far rimuovere lo IUD dal medico oppure ricorrere a un procedimento di drenaggio e raschiamento e all’aspirazione, il che implica l’interruzione della gravidanza;

* se lo stato gravidico è in corso da meno di 12 settimane e se non esiste infezione, il medico può tentare di rimuovere lo IUD senza compromettere la gravidanza; anche se è un procedimento assai complesso, alcuni medici sono favorevoli in quanto ritengono di poter evitare il rischio di un aborto o di un’infezione a gravidanza inoltrata. Se lo IUD non può essere rimosso in alcun modo, diversi medici consigliano di interrompere la gravidanza per gli inevitabili alti rischi di infezione

* alcuni medici sono favorevoli a lasciar inserito lo IUD, con- trollano attentamente la donna e lo stato della gravidanza, permettendone la continuazione. Si sono verificate diverse nascite con uno IUD inserito, senza conseguenze spiacevoli né per la madre né per il bambino. Quindi, se lei dovesse rimanere incinta con lo IUD inserito, consulti immediatamente il suo medico e valuti con lui il da farsi.”


D: “Dopo quanto tempo dalla rimozione dello IUD si può intraprendere una gravidanza?”

R: “Anche subito, se si vuole. Tuttavia, alcuni medici consigliano di aspettare uno o due mesi prima di tentare una gravidanza. Questo breve periodo consente all’endometrio di ritornare al suo spessore normale e di funzionare esattamente come prima dell’inserimento del contraccettivo.


D: “Quando si inizia a prendere la pillola, si ha una protezione immediata?”

R: “Dipende dal tipo di pillole. I contraccettivi orali associati si possono prendere il primo giorno del periodo senza ricorrere a precauzioni supplementari (come condom o spermicidi); la protezione è immediata. Se si inizia a prenderla il quarto giorno, allora bisognerà ricorrere a precauzioni supplementari per 14 giorni, prima di fare affidamento sulla sua efficacia anticoncezionale.

 

D: “Che cos’è la minipillola?”

R: “Le minipillole vanno prese ogni giorno, non contengono estrogeni ma solo una piccola quantità di progestogene. Il progestogene è un ormone artificiale che assomiglia al progesterone, l’ormone naturale, prodotto dalle ovaie dopo l’ovulazione. Il vantaggio delle minipillole è quello di contenere dosi più basse di ormone e quindi di interferire in minor misura sull’intero organismo. Sono state immesse sul mercato dal 1973, vengono usate da parecchie donne, soprattutto da quelle che hanno superato i 35 anni cui sono state consigliate come metodo alternativo di controllo delle nascite. Le usano anche donne che non tollerano gli estrogeni e quelle che allattano (l’estrogeno contenuto nelle pillole associate riduce la quantità di latte). La minipillola ha diversi effetti. Rende denso e viscoso il muco cervicale ostacolando così il passaggio dello sperma attraverso le tube di Fallopio. Il progesterone che contiene disturba il normale funzionamento dell’endometrio. Molti medici pensano che le tube di Fallopio si contraggano più rapidamente sotto l’azione del progestogene e che quindi condizionino il normale movimento dell’ovulo.

La minipillola è efficace al 98%, ma deve assolutamente essere presa ogni giorno. Se si salta un solo giorno, è necessario usare un altro metodo di controllo. Le donne che prendono la minipillola trovano che il loro seno diventa più teso, accusano meno nausee, mal di testa e dolori alle gambe, ma a volte possono avere cicli irregolari e perdite.

I rischi e le complicazioni sono gli stessi delle altre pillole anche se le ricerche non sono ancora state del tutto completate. E comunque sempre necessario un controllo medico prima di decidere di usare le minipillole.”

 

D: “La minipillola è uguale alla pillola del giorno dopo?”

R: “No, è cosa completamente diversa. In effetti sarebbe meglio chiamare la pillola del giorno dopo misura d’emergenza del giorno dopo al fine di evitare una gravidanza, quando si abbia avuto un rapporto sessuale senza protezione più o meno in corrispondenza del periodo dell’ovulazione. In Gran Bretagna questo metodo anticoncezionale d’emergenza è disponibile solo presso i più grandi consultori per la pianificazione familiare e viene fornita in due modi: primo, con una somministrazione specifica di etinile estradiolo (un estrogeno) entro le 72 ore dal rapporto sessuale senza protezione o quando un contraccettivo meccanico (condom o diaframma) si sia rotto.


D: Ho sentito dire che durante la gravidanza il sesso può costituire un problema. Che cosa si può fare a questo proposito?”

R: “Non esiste alcuna regola assoluta. Tuttavia è importante capire e accettare il fatto che i rapporti o qualsiasi altro tipo di pratica sessuale non possono rappresentare alcun pericolo né per il bambino né per la madre, a meno che il medico non abbia dato delle indicazioni precise in senso contrario. E importante anche fare attenzione a qualsiasi tipo di barriera o distanza che può nascere nelle vostre relazioni. Discutetene a fondo, fate partecipe coloro che vi circondano delle vostre ansietà e avrete così compiuto un importante passo per evitare situazioni disagevoli. Ammettere le vostre ansietà ed essere sensibili alle apprensioni ed ai timori del vostro partner fa sì che a questi difficili ma temporanei problemi non si affianchino anche la solitudine e l’assillo e vi permette di comportarvi in maniera naturale durante la gravidanza.”

 
D: “Vorrei sapere qualcosa riguardo all’aumento di peso che si verifica durante la gravidanza. Di quanto dovrebbe essere?”

R: “L’aumento del peso è una parte normale e naturale della gravidanza quindi non è il caso di preoccuparsi o sentirsi in colpa a causa di esso. Il medico vi dirà quanto dovrete aumentare o quanto dovrete aspettarvi di aumentare in gravidanza: da 9 a 12 kg nei casi normali. L’aumento di peso si verifica nel corso di tutta la gravidanza, ma è, normalmente, più accentuato nelle ultime fasi. Essere magre anche durante la gravidanza può essere un’idea attraente, inoltre si conforma ai gusti correnti che attribuiscono un valore assai elevato alla magrezza. Tuttavia, non mangiare in maniera adeguata durante la gravidanza può causare fenomeni di sottonutrizione della madre che portano alla nascita di bambini di peso inferiore al normale. I bambini che pesano meno della media (sotto i due chilogrammi e mezzo o anche meno) sono soggetti a molti più problemi medici. Anche l’eccessivo aumento di peso, diciamo se si arriva oltre i 70 kg, può essere origine di gravi problemi.”


D: “Vorrei sapere qualcosa riguardo al consumo di alcol durante la gravidanza.”

R: “L’alcol è una droga e se viene assunto in grandi quantità, nel corso della gravidanza, può danneggiare le ghiandole cerebrali del bambino o provocare anomalie cardiache o degli arti: a questo disturbo si dà il nome di sindrome fetale da alcol. Prendere di tanto in tanto una bevanda alcolica nel corso della gravidanza non può fare male né alla madre né al figlio, ma bisogna evitare di bere intensamente o con regolarità.”


D: “Sono alla fine della gravidanza e orino ancora più frequentemente di prima. C’è qualcosa che non va?”

R: “No. Nelle ultime fasi della gravidanza il bambino cambia posizione e ciò provoca una pressione maggiore sulla vescica e accresce quindi la vostra necessità di orinare. Questo fatto è perfettamente normale.”


D: “Una donna gravida può trasmettere la sifilide al suo bambino?.”

R: “Sì. Una volta che si è formata la placenta, la sifilide può venire trasmessa dalla madre al bambino. Ciò può dare luogo a tre differenti conseguenze: la madre può abortire spontaneamente giunta ad una certa fase della gravidanza; il bambino può nascere vivo ma affetto da qualche grave problema medico; oppure il bambino può nascere apparentemente sano e sviluppare nel corso degli anni qualche tipo di disturbo causato dalla sifilide. Tutte le donne gravide si devono sottoporre ad un esame del sangue per accertare l’eventuale presenza di sifilide alla loro prima visita antenatale.”


D: “Quali sono le cause di un aborto?”

R: “In generale gli aborti sono causati dalla separazione di uovo e spermatozoo o da un impianto inadeguato. A volte il livello ormonale di una donna è più basso di quanto non dovrebbe esse- re; in conseguenza di ciò la parete interna dell’utero si indebolisce in modo tale da non riuscire più a sostenere un nuovo fertilizzato. Anche la forma non usuale dell’utero o della cervice può causare, anche se raramente, un aborto.”


D: “Da quando mia moglie ha abortito noi siamo depressi. normale?”

R: “Sì. assai comune che una coppia sia depressa dopo un aborto. Molte coppie sono felicissime quando vengono a sapere che la donna è gravida e cominciano subito a fare programmi per se stessi e per il loro bambino. Se si verifica un aborto, spesso la loro felicità e la loro speranza si trasformano in sentimenti di vergogna, colpa e dolore.

In questi casi alcune coppie si chiudono nel silenzio e rimuginano su ciò che è accaduto, mentre dovrebbero parlarne, sostenersi reciprocamente e spianare la strada per una nuova gravidanza.”

 

D: “Si può avere un bambino dopo un aborto?”

R: “Sì. Dopo un aborto si può ricominciare ad avere rapporti non appena il collo dell’utero si è chiuso ed ha ripreso la sua forma normale. Ciò accade, in genere, entro quattro settimane. Molti medici consigliano di aspettare un mese o due prima di tentare un’altra gravidanza, per lasciare alla parete interna dell’utero il tempo di ricostituirsi.”

 

D: “Se una donna subisce uno stupro e si reca alla polizia, genere di esami deve sottoporsi?”

R: “Se una donna denuncia lo stupro alla polizia, verrà chiamato un medico legale che sottoporrà la donna a una visita completa per raccogliere le prove del fatto.

Le vittime di stupro possono chiedere che durante la visita sia presente un medico donna e un ufficiale di polizia femminile. L’assenso deve essere dato dalla donna prima della visita solo allora può iniziare la ricerca delle prove.

Può essere utile la presenza di un amico o di un membro della famiglia.

La visita deve essere completa e deve soddisfare i seguenti punti:

* attento esame fisico alla ricerca di arrossamenti, contusioni e altre prove di costrizioni sul corpo della donna

* esame della vagina e del collo dell’utero alla ricerca del seme maschile, sebbene la sua assenza non sia necessariamente validante della denuncia

* esame del retto e della cavità orale, se queste zone sono stai coinvolte durante lo stupro

* ricerca di tracce di sperma sugli indumenti

* controllo dell’eventuale lacerazione dell’imene (se è il caso) ricerca di eventuali contusioni nella vagina

* ricerca delle tracce lasciate dall’aggressore, come capelli, sangue o fibre strappate dai suoi indumenti, ad esempio sotto unghie della vittima.

* prelievo di campioni di sangue per determinare le condizioni della vittima prima dello stupro

* anamnesi ginecologica, con la data dell’ultima mestruazione dell’ultima gravidanza e ricerca di eventuali malattie a trasmissione sessuale pregresse; quest’ultima informazione aiuterà il medico e la paziente a decidere quale intervento intraprendere.

Un altro aspetto molto importante dell’assistenza medico-legale offerta alla vittima di stupro consiste nella registrazione dell’intera storia del fatto; come nel caso del trattamento medico, anche questa prassi deve essere svolta con sensibilità e completezza. Qualunque prova raccolta può, in ultima analisi essere usata in sede di processo. Può essere richiesta anche la precedente storia sessuale della vittima, ma ciò non può in alcun modo essere usato dalla corte contro la vittima di stupro. La donna inoltre deve comunque decidere autonomamente se fornire queste informazioni.”

 

D: “Non si può far nulla per ridurre il rischio di stupro?”

R: “Sì. Per garantirsi una personale sicurezza vengono dati spesso i seguenti suggerimenti:

* le donne che vivono da sole dovrebbero scrivere sotto il campanello e citare nella guida dei telefoni solo il cognome

* un individuo che non sia stato riconosciuto non deve essere ammesso in casa

* la casa deve essere tenuta accuratamente chiusa a chiave sia di giorno che di notte

* l’androne e le scale devono essere ben illuminati; lasciate accesa una luce quando uscite di casa

* non rientrate in casa se vi accorgete che qualcuno ha forzato la porta, chiamate la polizia servendovi del telefono di un vicino

* non fate né concedete autostop

* non rispondete né reagite a chi vi fa strane domande sulla strada da prendere; cercate solo di dirigervi verso una zona più affollata

* evitate di camminare da sola in zone deserte

* non lasciate la macchina aperta; date un’occhiata ai sedili posteriori prima di salire in macchina

* pregate il tassista o chi vi accompagna a casa in macchina di attendere che voi siate rientrate in casa prima di ripartire.”

 

D: “Può una donna stuprare un uomo?”

R: “Sì. Si sono verificati dei casi in cui una donna, con la forza o con la minaccia della forza, ha avuto un rapporto sessuale con un uomo contro la volontà di lui. Anche se ciò sembra difficile da immaginare, il pene dell’uomo può ugualmente subire una erezione, probabilmente come risultato di un meccanismo riflesso. Tuttavia, i casi riportati sono pochissimi e ancora meno quelli finiti in tribunale.”

 

D: “È vero che se un uomo ha una sufficiente attività sessuale, ben difficilmente potrà rendersi responsabile di uno stupro?”

R: “No. Il desiderio sessuale e la gratificazione sessuale non sono i fattori principali nelle motivazioni di una aggressione sessuale. Sentimenti di violenza, di aggressività e di rabbia sono le forze principali a giocare un ruolo nella genesi dell’aggressione sessuale.”


D: “Si dà il caso in cui una donna stupri un’altra donna?”

R: “Accade di rado, e di solito in una prigione femminile. Quando avviene, sembra che l’aggressione sia meno violenta che nel caso dello stupro tra omosessuali maschi.

Si conoscono tuttavia dei casi in cui una donna ha aiutato un uomo a stuprare un’altra donna o impedendo alla vittima di muoversi o semplicemente stando a guardare.”

 

D: “È vero che mentre ci si bacia si perde il controllo di se stessi e non si sa fino a che punto si può arrivare?”

R: “Non saprei cosa dire al proposito. So soltanto che se una persona, mentre sta baciando, riesce a pensare agli sviluppi della situazione, non può essere completamente coinvolta in ciò che sta facendo. E semplicemente uno spettatore dell’atto che sta eseguendo. Pensare, pianificare, valutare il seguito del momento sentimentale è un’intrusione nell’atto stesso del bacio, il quale è di per sé emozionante e può (o non può) condurre ad altre azioni di godimento reciproco. Il solo bacio può essere già una manifestazione affettuosa completa ed appagante. Può non essere seguito da altri atti sessuali, come non è obbligatorio eseguirlo prima del rapporto sessuale. Credo che lei potrebbe godere di più il bacio o altre manifestazioni affettuose se riuscisse a rimuovere l’idea che il bacio rappresenti la prima tappa di una sequenza rituale.”

 

D: “Sono una persona sola. Il sacerdote della mia parrocchia mette in guardia i fedeli dal bacio prolungato, dicendo che è un atto peccaminoso. Pensavo che la Chiesa si fosse un po’ adeguata ai tempi.”

R: “Lei ha sollevato una questione molto interessante e complessa. La Chiesa cattolica romana non incoraggia queste manifestazioni affettuose che stimolano e promuovono forti desideri sessuali a meno che non avvengano tra marito e moglie. Tuttavia, alcune recenti dottrine pastorali lasciano intendere che etichettare qualsiasi atto affettuoso, compreso quello del bacio con la lingua, come peccaminoso, non rende giustizia a importanti considerazioni umane che andrebbero esaminate attentamente prima di poter valutare la moralità di qualsiasi manifestazione d’amore. Questo esame deve puntare sulla stima che una persona ha di se stessa e degli altri, sulla consapevolezza di ciò che sta facendo e se l’atto in questione è integrativo o distruttivo. E un esame difficile che richiede particolare onestà e determinazione. Lei dovrebbe riuscire a parlarne liberamente senza imbarazzo al suo sacerdote.”

 

D: “Quando mia figlia quattordicenne va alle feste, lei e i suoi amici passano la maggior parte del tempo a baciarsi. Ciò mi preoccupa un po’. Ho ragione?”

R: “Questi ragazzi non fanno altro che esplorare i loro interessi sessuali in fase di risveglio e manifestano il loro bisogno di toccarsi. Arrivati a quattordici anni, gli adolescenti si sono abituati a vedere alla TV o al cinema parecchia gente che si bacia e quindi provano a imitarli perché pensano che tali manifestazioni facciano parte del naturale processo di sviluppo che stanno attraversando. Non ha ragione di preoccuparsi, è tutto perfettamente regolare.”

 

D: “Quando ero più giovane, il bacio era per me un atto appassionato ed emozionante. Più baciavo e più mi sembrava di essere innamorata e da allora il passo verso il rapporto sessuale è stato breve. Ora che ho superato la sessantina, i miei baci sono più tranquilli e a me piace di più il semplice contatto delle labbra. In realtà io mi sento soddisfatta con baci e carezze, come se avessi un rapporto sessuale completo.”

R: “Nelle persone della sua età è piuttosto comune avere queste sensazioni. L’espressione sessuale piena di desiderio tipica della giovinezza, alimentata sovente da ansie e costrizioni, tali da indurre ad approfittare di ogni occasione, si evolve frequentemente in manifestazioni sessuali più complete e significative che sono il risultato di esperienze e scelte individuali. Queste modificazioni della sessualità non sono dovute tanto all’invecchiamento quanto alla maturità. Parecchia gente di tutte le età è pienamente appagata quando esprime amore e affetto nei vari modi possibili senza necessariamente ricorrere al rapporto sessuale completo. Molte persone, tuttavia, soprattutto le più giovani, sentono di dover arrivare al rapporto intimo una volta che hanno cominciato a esprimere i loro sentimenti sessuali, sentono che è quanto i partner si aspettano e che è giusto farlo. Però, se chiedete loro di spiegarvi le loro sensazioni, spesso sentirete rispondere che vorrebbero non sentirsi sempre obbligati al rapporto sessuale completo. Quando si riesce a individuare i propri desideri e a comunicarli al partner, il risultato è un’espressione sessuale completa e appagante.”

 

D: “Cos’è il petting?”

R: “Quando lo scambio di tenerezze va oltre e i due partner si accarezzano per tutto il corpo, genitali compresi, si ha il petting.”

 

D: “Ho letto di una donna che è diventata una prostituta perché aveva bisogno di essere toccata. . . Può essere vero?”

R: “Tutti quanti desideriamo essere toccati e può capitare che qualcuno, privato nell’infanzia di quei contatti affettuosi che sono indispensabili, ricorra a questo mezzo per procurarseli da adulto. Volendo approfondire l’argomento, si troverebbero senza dubbio molti casi del genere.”

 

D: “A me piace molto essere accarezzata e toccata, ma il mio partner è sempre concentrato sui miei genitali. Dopo qualche carezza, abbiamo subito il rapporto sessuale. Io mi sento defraudata.”

R: “Trovi l’occasione adatta per parlare al suo partner di questa sua sensazione e gli descriva ciò che le piacerebbe e come vorrebbe ottenere il suo piacere. Forse dovrebbe prendere lei l’iniziativa con massaggi e carezze e, procurando questo tipo di piacere al suo partner, gli farà capire che anche lei lo desidera.”

 

D: “Il termine coito ha lo stesso significato di rapporto sessuale?”

R: “Sì. E un termine derivante dal latino “coire”, che significa congiungersi.”

 

D: “Può capitare che il pene o la vagina siano troppo grandi o troppo piccoli per rendere possibile il congiungimento?”

R: “Molto raramente. E naturale che gli organi genitali abbiano dimensioni diverse e se una coppia dovesse presentare qualche disparità anatomica di un certo rilievo, può in ogni modo raggiungere l’appagamento modificando la tecnica sessuale. Se la differenza nelle dimensioni dei genitali fosse tale da impedire il raggiungimento dello scopo, sarà opportuno consultare un consulente del sesso qualificato.”

 

D: “Mio marito ed io facciamo sempre all’amore al buio. Penso che dovremmo farlo anche alla luce. Lei che ne dice?”

R: “Secondo me non ha nessuna importanza il buio o la luce se siete felici. Soltanto se uno di voi ha un’opinione diversa, l’argomento va discusso. Se lei desidera veramente avere rapporti sessuali con la luce accesa, ne parli con suo marito. Ma se invece la vorrebbe accesa perché ha sentito che altri lo fanno, allora consiglio di soprassedere.”

 
D: “Man mano che invecchio, mi accorgo di gradire posizioni che da giovane non consideravo nemmeno. E normale?”

R: “Sì. Avanzando nell’età, spesso le persone mutano le loro preferenze, a causa di cambiamenti che interessano l’energia fisica e la salute. Per esempio, dopo la menopausa, molte donne, causa della riduzione dei livelli di estrogeno, si ritrovano la vagina più sottile per cui preferiscono quelle posizioni che permettono al pene di penetrare con più delicatezza.”

 

D: “Un mio amico mi ha riferito che la posizione dell’uomo sopra la donna non è molto adatta in quanto favorirebbe un’eiaculazione precoce. E vero?”

R: “Se un uomo ha difficoltà a controllare l’eiaculazione, tale posizione in effetti non è raccomandabile in quanto potrebbe anticipare i tempi. In questo caso si consigliano altre posizioni che permettano spinte meno energiche, almeno finché non sia migliorato il controllo dell’eiaculazione.”

 

D: “Il pene dell’uomo può venire danneggiato se la donna è sopra di lui?”

R: “No, ma se non è completamente eretto prima di penetrare nella vagina, può avere qualche disagio. Un pene semieretto può essere curvato dal peso della donna e ciò non è certo piacevole. Il pene può anche scivolare fuori dalla vagina durante le spinte energiche e quest’ultima può urtare i testicoli, con i disagi conseguenti. Quindi, se una coppia vuole usare la posizione “donna sopra l’uomo” senza conseguenze dolorose, deve accertarsi che il pene abbia raggiunto l’erezione completa prima di venire introdotto in vagina.

 

D: “È vero che il sesso orale è come un ritorno al seno materno e, per questo motivo, parecchie persone ne sono attratte?”

R: “Nessuno sa esattamente perché molta gente sia così attratta dal sesso orale se non che è un modo assai eccitante di dare e ricevere piacere. I sessuologi sono generalmente concordi nel ritenere che ciò che è veramente importante riguardo al sesso orale è che tutti lo possono praticare se ne traggono piacere e se è adatto alle loro relazioni.”

 

D: “Una coppia di mia conoscenza riferì di aver assistito a un film pornografico in cui i due partner praticavano il sesso orale. Ciò che videro attrasse il loro interesse, anche se fino a quel momento non ne avevano mai parlato. Ora anch’essi praticano il sesso orale e ne sono entusiasti. Le sembra un comportamento anormale?”

R: “No. Sembra che ora, più che in passato, alcune coppie stiano imparando dai film o dai libri le varie pratiche sessuali. I suoi amici rappresentano un esempio tipico di questa situazione: erano entrambi interessati al sesso orale ma avevano bisogno di uno stimolo per poterne discutere insieme. Del resto, noi tutti dobbiamo in qualche modo imparare le nostre pratiche sessuali.”

 

D: “È vero che il sesso orale permette di avere orgasmi più facilmente?”

R: “Molte persone riferiscono che la stimolazione della bocca sul pene e sulla zona clitoridea provoca loro un orgasmo molto intenso. Alcuni invece ritengono che l’atto sessuale sia il modo più soddisfacente di arrivare all’orgasmo in quanto permette una più stretta intimità col partner. Altre ancora hanno orgasmi più intensi quando si masturbano col partner. Non esistono modelli oggettivi che determinano il tipo “migliore” di orgasmo. Esso varia a seconda delle persone e delle occasioni. E l’esperienza che insegna alla gente ciò che più provoca il piacere.”

 

D: “È vero che alcuni uomini praticano su se stessi il sesso orale?”

R: “Sì, Kinsey ha riferito che diversi uomini hanno praticato su se stessi il sesso orale. Tale pratica si chiama autofellatio e, secondo alcuni sessuologi, parecchi maschi, a un certo punto della loro vita, la provano. Non ci sono però dati attendibili per misurarne la diffusione.”

 

D: “Il pene maschile può essere troppo grosso per la pratica del sesso orale?”
R: “No. Anche se i peni eretti sono di varie dimensioni, c’è sempre un modo di usare la bocca nel modo più opportuno, a prescindere dalla misura. E chiaro che un pene lungo può disturbare se introdotto troppo profondamente nella bocca o che un pene grosso può forzare troppo la bocca e le labbra. In queste condizioni la persona che pratica la fellatio saprà adattare la bocca nella maniera più giusta e riuscirà a dare e a ricevere piacere.”


D: “Ho sentito dire che è pericoloso soffiare nella vagina. É vero?”

R: “Sì. Soffiare energicamente nella vagina durante il cunnilingus è pericoloso, soprattutto se la donna è incinta. Le bolle d’aria possono venir trascinate dai vasi sanguigni e creare un embolo che potrebbe essere fatale per la donna o per il feto.”

 

D: “Anche se provo molto piacere con il sesso orale e così anche il mio partner, mi preoccupo ancora degli odori e gli umori vaginali.”

R: “Spesso le donne si fanno di questi scrupoli, che sono probabilmente un retaggio delle difficoltà di accettazione dei propri genitali. In genere le donne crescono con la convinzione che le loro zone genitali non siano né belle né pulite. Di conseguenza, talune, durante il cunnilingus provano sensazioni miste: di eccitazione, stimolo e piacere da un lato, ma anche preoccupazione e vergogna dall’altro, perché temono che le loro zone genitali non siano abbastanza pulite e attraenti per il loro partner. Il movimento di liberazione della donna ha contribuito a creare nella società un clima generale di accettazione del corpo femminile. Ciononostante, il problema non è ancora stato risolto. I genitori possono contribuire in modo determinante insegnando alle loro figlie che tutte le parti del corpo sono importanti e preziose. Io penso che un comportamento del genere sia molto più utile che non la lettura dei saggi sull’argomento con la partecipazione a quei corsi collettivi che insegnano a capire e ad accettare il proprio corpo.”

 

D: “Che sapore ha il seme maschile?”

R: “E difficile descrivere qualcosa che è quasi insapore, soprattutto se si considera che gli odori genitali sono componenti essenziali di quel particolare momento e che odori e sapori si mescolano indissolubilmente. Molti dicono che il seme sia leggermente salato, che abbia sapore d’aglio, di whisky, di asparagi o altro, soprattutto se il partner ha ingerito queste sostanze durante l’ultimo pasto.”

 

D: “Io penso che prima di praticare il sesso orale, sarebbe bene fare delle docciature alla vagina. E giusto?”

R: “No, non è necessario. La vagina è un organo autopulente che si amministra da solo. Le irrigazioni frequenti possono asportare quei batteri naturali che proteggono la vagina. E comprensibile che lei voglia sentirsi pulita quando deve avere rapporti sessuali, soprattutto orali, ma è sufficiente che lei lavi i genitali esternamente per prepararsi ad atti sessuali di qualsiasi tipo. In ogni modo, sappia che gli odori e i sapori naturali sono molto più gradevoli di quelli lasciati dai vari deodoranti antisettici.”


D: “Mi piacerebbe molto praticare il sesso orale ma ho il timore che possa capitarmi di urinare. Succede spesso?”

R: “No, non è possibile. Quando un uomo è stimolato sessualmente e ha un’erezione, non è in grado di urinare. E ciò perché, durante l’eccitazione sessuale e l’erezione, un riflesso condizionato chiude temporaneamente la vescica. Gli uomini non possono eiaculare e urinare contemporaneamente: riusciranno a urinare soltanto quando il pene avrà perso l’erezione.”

D: “È vero che alcune donne praticano il sesso orale anche durante le mestruazioni?”

R: “Sì. Non è un’abitudine molto diffusa, ma c’è chi lo fa. Talvolta si inserisce un diaframma per evitare che il liquido mestruale compaia nell’area vaginale. A causa dei preconcetti della nostra cultura sulla mestruazione parecchia gente trova disgustosa o perversa l’idea di praticare il cunnilingus durante il mestruo. In realtà tale pratica è innocua, poiché il liquido mestruale non contiene germi. Il fatto poi di praticare o meno il sesso orale durante le mestruazioni o comunque di praticare il sesso orale, è questione di decisioni e scelte personali. Il modo con cui viene gestita una relazione non indica la sua qualità.”

 

D: “Qual è il modo migliore di praticare il sesso orale?”

R: “Non esiste un modo più valido di un altro. Non appena una pratica diventa rispettabile in un campo qualsiasi, si fa avanti una nuova élite che ha perfezionato una particolare tecnica ed è in grado di dare tutte le risposte. Così è successo per il sesso orale. C’è gente che afferma di possedere la tecnica perfetta. Ma si dà il caso che questa non esista. Ogni coppia impara da sé ciò che più le fa piacere, ciò che più le si adatta. Tra due persone, qualsiasi atto sessuale significa dare, ricevere e condividere, non si tratta dì tecnica perfetta.”

 

D: “Io trovo molto eccitante il sesso orale ma mio marito, in queste occasioni, eiacula molto presto, perde l’erezione e si addormenta subito. Naturalmente non glielo faccio pesare, ma lui si deprime. Cosa potrei fare?”

R: “Non è un caso inconsueto, ma richiede una discussione molto franca. Suo marito ha bisogno di esercitare su se stesso un maggiore controllo. Gli dica apertamente che lei trae piacere dal sesso orale ma quando lui eiacula troppo in fretta e si addormenta, la lascia frustrata e sola. Forse le dirà di interrompere quando si sentirà vicino all’eiaculazione e di riprendere quando sarà più calmo. Ma gli faccia anche capire ciò che desidera da lui. E non si meravigli se suo marito proverà sollievo e sarà contento di conoscere ciò che deve fare e dovete fare insieme per ottenere una completa intesa sessuale: il singolo individuo o la coppia hanno entrambi bisogno di chiarirsi a vicenda le proprie preferenze e necessità sessuali. L’imbarazzo momentaneo che una discussione di questo tipo può creare sarà superato dalle probabili soddisfazioni future che un’onesta chiarificazione può produrre.”

 
D: “Ciò che più mi infastidisce nel rapporto col mio partner è che lui vuole da me il sesso orale ma non lo corrisponde. Anch’io vorrei goderne. Come potrei convincerlo?”

R: “Discuta col suo compagno apertamente. Non si lasci sopraffare da rancori e frustrazioni. Non è detto che le attività sessuali debbano essere reciproche in tutti i sensi, ma quando una relazione raggiunge una dimensione competitiva è meglio chiarire rapidamente ogni incomprensione. Può darsi che il suo partner sia influenzato da qualche pregiudizio o sia disinformato, per cui tema di prendere qualche malattia o di perdere la sua mascolinità. Potrebbe anche essere semplicemente imbarazzato perché non sa bene cosa lei desidera e ha quindi bisogno di un aiuto. Forse gli odori dei genitali lo disturbano e allora sarà necessario lavarsi e usare una lozione profumata. Possono essere parecchi i motivi che determinano il comportamento del suo partner. L’unico modo per chiarirli e porvi rimedio è quello di affrontare onestamente l’argomento e comprendere le necessità reciproche.”

 

D: “Mi piacerebbe praticare con mia moglie il sesso orale ma non so come fare. Mi sento terribilmente imbarazzato e non vorrei fare la figura dello sciocco. C’è un sistema per imparare?”

R: “Certo. Parecchia gente, prima di iniziare la pratica del sesso orale, la pensa come lei, cioè teme di fare cattiva figura a causa della mancanza di esperienza. Ma il miglior modo per imparare è la pratica. Per ogni cosa c’è sempre una prima volta. Si impara in fretta ciò che procura piacere e le vie attraverso le quali arrivarci, oltre a rendersi conto di ciò che va evitato. Un aiuto può venire anche dalla lettura di libri specializzati che insegnano le varie posizioni e descrivono le diverse tecniche. Se li leggesse con sua moglie, potreste poi discutere insieme ciò che più si adatta a ciascuno di voi. Vorrei inoltre suggerirle, per le prime volte, di praticare il sesso al buio: ciò può ridurre l’imbarazzo di mostrarsi alla sua partner durante l’attività sessuale orale. Dopo aver accettato l’idea di usare il sesso orale, vedrà che sia lei che sua moglie lo considererete come un normale repertorio di atti sessuali e lo praticherete liberamente come tutto il resto. Ricordi comunque che non è indispensabile avvalersi del sesso orale. La miglior pratica sessuale per lei e sua moglie è quella con la quale entrambi vi trovate più a vostro agio e che vi procura più piacere.”

 

D: “Il mio ragazzo sostiene che, se lo amassi veramente, praticherei con lui il sesso orale. Io lo amo ma non posso accontentarlo. Il sesso orale non fa per me.”

R: “Il suo ragazzo dice delle sciocchezze. Si può praticare il sesso orale su una persona senza amarla e si può amare qualcuno senza usare il sesso orale. Non bisogna mai forzare un certo comportamento, soprattutto in un rapporto d’amore. Se il sesso orale non fa per lei, lo dica chiaramente al suo ragazzo. Gli dica anche che non intende essere forzata a fare qualcosa che non gradisce perché in tal caso i suoi sentimenti potrebbero essere sottoposti a eccessive tensioni e danneggerebbero il vostro rapporto. E però importante che lei sviluppi completamente l’argomento. Non permetta che in futuro il suo rapporto vada in frantumi a causa di questo malinteso. Sia lei che il suo ragazzo dovete chiarire subito le vostre idee al riguardo. Perché lui vuole avere il sesso orale? Forse perché vuole provare questa esperienza o perché sa di poterne trarre molto piacere oppure perché, dal momento che altre donne lo fanno, pensa di averne diritto? E perché lei non vuole? Forse perché pensa che sia antigienico o insano; o perché terne di apparire sottomessa oppure ritiene che praticando il sesso orale potrebbe avere rapporti sessuali meno frequenti? Rifletta attentamente su quanto le ho detto, cercando di capire quali sono i motivi della sua posizione e di quella del suo ragazzo. Quale che sia la decisione che prenderete insieme, il vostro rapporto non potrà fare altro che uscirne rafforzato, per il fatto di essere stati onesti l’uno con l’altra e aver sostituito frustrazione e coercizione con una franca intesa comune.”

 

D: “È possibile esagerare con la masturbazione?”

R: “No. Ogni individuo decide qual è la frequenza adatta al suo organismo. Non esistono livelli prestabiliti. La masturbazione, quale che sia la sua frequenza, non porta danni né fisici né psichici, a meno che non manifesti un comportamento ossessivo. In quest’ultimo caso, quando la masturbazione è preferita a tutte le altre alternative, incluso il rapporto sessuale, significa che la persona ha un problema del quale la masturbazione è un sintomo e non una causa.”

 

D: “Non è strano che talvolta una persona goda di più con la masturbazione che non con l’atto sessuale?”

R: “No, non lo è affatto. La masturbazione presenta dei vantaggi rispetto all’atto sessuale: è semplice, può essere fatta velocemente e non coinvolge l’individuo nei desideri e nelle esigenze di un partner. Taluni trovano che l’orgasmo indotto dalla masturbazione abbia una maggiore intensità rispetto a quello ottenuto mediante il rapporto sessuale. In genere, però, quasi tutti preferiscono praticare il sesso con un partner perché lo trovano più completo. La masturbazione diventa un problema soltanto quando
un uomo o una donna la usano in modo esclusivo ed ossessivo e respingono le relazioni sessuali.”


D: “Che cos’è la masturbazione ossessiva?”

R: “La masturbazione ossessiva si ha quando un uomo o una donna la usano come unico sbocco sessuale, sono completamente soggiogati da essa e respingono tutte le altre forme di liberazione sessuale. La masturbazione ossessiva, così come tutti gli altri comportamenti irrazionali, indica un problema emotivo che deve essere analizzato da uno specialista consulente psicologico.”


D: “Quando mi masturbo da sola o quando mi masturba mio marito, riesco facilmente ad avere orgasmi. Ciò non avviene invece con l’atto sessuale. C’è in me qualcosa che non va?”

R: “Sia lo studio di Kinsey che l’Hite Report mostrano che la maggioranza delle donne raggiunge l’orgasmo molto più frequentemente e velocemente mediante la masturbazione che non attraverso l’atto sessuale. La ragione è che in genere, per arrivare all’orgasmo, la clitoride deve essere stimolata e il rapporto sessuale non è il modo più efficace per farlo. Infatti, la maggior parte delle donne sceglie di masturbarsi stimolandosi la zona clitoridea e non introducendo qualcosa in vagina.”

 

D: “Ho sentito dire che le donne che si masturbano prima del matrimonio, avranno una migliore vita sessuale una volta sposate. E vero?”

R: “Sì. I dati di Kinsey indicano che le donne sposate che si erano masturbate fino all’orgasmo prima del matrimonio, avevano orgasmi più frequenti durante la loro relazione matrimoniale di quelle che non si erano masturbate. E vero che l’esperienza orgasmica prematrimoniale avrebbe potuto essere causata dal “petting”, ma la masturbazione era indicata come fonte unica di esperienza orgasmica. Studi recenti suggeriscono inoltre che la masturbazione prematrimoniale fino all’orgasmo ha un effetto positivo sul sesso durante il matrimonio. Ciò non significa che quelle donne che si masturbano prima del matrimonio avranno vite sessuali felici e appaganti dopo di esso; significa semplicemente che le possibilità che ciò accada sono maggiori tra quelle donne che erano orgasmicamente rispondenti prima di sposarsi.”

 

D: “Ogni tanto mi masturbo per liberarmi da una specie di pressione che mi assilla quando non raggiungo l’orgasmo con la mia partner. C’è qualcosa che non va in me?”

R: “Niente affatto. Quando lei è sessualmente molto eccitato i vasi sanguigni del suo pene sono saturi di sangue. L’orgasmo permetterebbe il deflusso del sangue ma se esso non si verifica, lei sentirà uno spiacevole senso di pressione e pienezza. Masturbarsi subito fino all’orgasmo permette di liberare la tensione e quindi anche di eliminare quella spiacevole sensazione di cui mi parla. Gli uomini si sentono i testicoli congestionati e tesi anche quando sono ipereccitati e non hanno orgasmo; la masturbazione risolve in modo semplice e rapido questa situazione sgradevole.”

 

D: “La masturbazione di gruppo è una pratica comune tra i maschi adolescenti?”

R: “Sì. Talvolta un gruppo di ragazzi si masturba insieme: è una specie di gioco di virilità, per verificare nel gruppo chi eiacula per primo. Naturalmente, la velocità nel raggiungere l’eiaculazione non sarà più tardi un fatto positivo. Al contrario, quanto più durerà l’intervallo di tempo per raggiungere l’eiaculazione, tanto più a lungo i partner trarranno piacere e soddisfazione dal loro atto sessuale. Comunque, condividere con gli amici la pro-pria sessualità è un fatto importante e positivo di una normale educazione sessuale nell’adolescenza.”


D: “Talvolta, quando mi masturbo, vedo tracce di sangue nel mio liquido seminale. E sintomo di qualche malattia?”

R: “Probabilmente no. Tracce di sangue nel seme (ematospermia) non indicano necessariamente una malattia, soprattutto se non sussistono problemi all’uretra o alla vescica. Non si conoscono le cause di un’ematospermia infrequente; non è comunque correlabile alla masturbazione, né alla polluzione notturna o al desiderio delle attività sessuali. Se lei vede regolarmente sangue nel suo sperma, consulti il medico.”

 
D: “Ho sentito dire che alcune donne si masturbano con cetrioli, hot dogs, peni artificiali e altri strani oggetti. E vero?”

R: “Sì, alcune donne, molto poche in realtà, usano masturbarsi con oggetti del tipo da lei descritti. Può anche accadere che si feriscano, procurandosi danni considerevoli.”

 

D: “Il mio sacerdote dice che la masturbazione è peccato e in quanto tale va confessata e controllata. Il sacerdote di un mio amico invece, dopo aver sentito le circostanze e le motivazioni da lui addotte, ritiene che la pratica sia lecita. Come può spiegare questa contraddizione?”

R: “E un esempio piuttosto comune dei diversi modi con cui i sacerdoti affrontano questo argomento. Il suo sacerdote aderisce alla dottrina formale della Chiesa cattolica, secondo la quale gli atti sessuali sono leciti nell’ambito dell’unione coniugale e devono essere concentrati sulla procreazione. Il sacerdote del suo amico, prima di dire che la masturbazione è peccato, ha voluto conoscere la natura della situazione che l’ha provocata. Soltanto dopo averlo fatto, ha potuto esprimere il suo parere favorevole. Ciò significa che, in una situazione diversa, avrebbe potuto non ritenere moralmente lecita la masturbazione. Ora sono parecchi i sacerdoti che condividono l’opinione del prete del suo amico. Tale opinione è tuttavia in contraddizione con la dottrina della Chiesa e il sacerdote del suo amico ha voluto perlomeno usare qualche cautela nel caso che la sua dichiarazione fosse venuta a conoscenza degli organi ecclesiastici ufficiali. Ad ogni modo, sono molti i cattolici responsabili e ragionevoli che si sentono confusi. Molti di essi esaminano a fondo le loro coscienze prima di discutere la questione con un consigliere spirituale: è lungo il cammino da fare per arrivare a convincersi che le loro necessità individuali non sono in contrasto con la loro fede religiosa.”

 

D: “Un mio amico, che non è religioso, non ha alcun problema a masturbarsi. E naturale?”

R: “Gli studi condotti sull’argomento mostrano che le persone che sono state allevate senza una specifica educazione religiosa sono meno turbate dalla masturbazione. Inoltre, uomini e donne atei si masturbano più frequentemente di quelli religiosi. Le prove indicano che le fedi religiose inibiscono in genere la frequenza della masturbazione.”

 

D: “Un orgasmo durante la gravidanza può provocare le doglie e portare qualche complicazione?”
R: “No. Anche se l’orgasmo provoca la contrazione dell’utero, l’apertura della cervice, tappa necessaria affinché inizi il processo della nascita, non si verificherà finché non sarà arrivato il momento giusto. Nelle ultimissime fasi della gravidanza, cioè durante il nono mese, la cervice può essere matura per le doglie ed è possibile che le contrazioni dovute all’orgasmo affrettino quel processo che in ogni modo sarebbe iniziato.”

 

D: “Ho letto che il sesso praticato a gravidanza inoltrata può, in alcuni casi, mettere in pericolo il feto. Quali sono i fatti?”

R: “Un recente studio condotto negli Stati Uniti indica che le donne che hanno rapporti sessuali durante l’ultimo mese di gravidanza corrono maggiormente il rischio di provocare infezione al liquido amniotico. In questo studio si afferma inoltre che i bambini prematuri avrebbero più problemi di salute e disturbi respiratori se le loro madri hanno avuto rapporti sessuali nel mese precedente alla loro nascita. Questi risultati, per quanto allarmanti, non sono conclusivi, in quanto non sono stati approfonditi altri fattori che potrebbero essere responsabili di quanto affermato. Molti medici sono del parere che i benefici psicologici procurati da un rapporto intimo durante la gravidanza superino in efficacia il timore che possa insorgere qualsiasi altro problema. Mentre alcuni medici consigliano di evitare di avere rapporti sessuali durante il nono mese quando la cervice comincia a dilatarsi, altri sono dell’avviso che sia opportuno ridurre la frequenza dei rapporti sessuali per tutto l’ultimo trimestre. Il fatto non rappresenta un grosso inconveniente per la maggior parte delle coppie, in quanto la frequenza dell’attività sessuale tende in ogni caso a diminuire negli ultimi mesi della gravidanza. E comunque un argomento che va ancora approfondito e studiato.”

 

D: “E’ normale per gli uomini avere relazioni extraconiugali quando le loro mogli sono gravide?”

R: “No. Anche se alcuni uomini hanno un’attività extraconiugale durante la gravidanza delle loro mogli, non si deve generalizzare. In realtà ciò avviene molto meno frequentemente di quanto molta gente creda. La maggior parte degli uomini riesce ad avere soddisfazioni sessuali per tutto il periodo della gravidanza senza cercare altre partner. Nel libro Expectant Fathers (Padri in attesa) di Bittman e Zalk risulta che soltanto una piccola percentuale (7°/o) della popolazione maschile campione dell’indagine ha avuto relazioni extraconiugali durante la gravidanza delle mogli. Gli autori concludono che una diminuzione temporanea dei contatti sessuali durante i mesi della gravidanza non è un motivo importante ai fini della ricerca di sesso extraconiugale.”

 

D: “Sono al settimo mese di gravidanza e da un po’ di tempo desidero soltanto carezze e baci. Non tollero in questo periodo il rapporto sessuale o il sesso orale. Mio marito pensa che io voglia respingerlo e che sia completamente coinvolta dal bambino che sta crescendo in me. Ma non è così. Lei pensa che il mio comportamento sia anormale?”

R: “No. Le donne negli ultimi stadi della gravidanza perdono normalmente interesse per alcuni atti sessuali. Il rapporto sessuale e il sesso orale possono provocare imbarazzi e disagi durante gli ultimi mesi, anche se all’inizio della gravidanza erano soddisfacenti. Non può aspettarsi che suo marito le legga nel pensiero quindi condivida con lui i suoi sentimenti. Anche baci e carezze sono espressioni sentimentali molto importanti e se suo marito capirà, riuscirà a migliorare la sua abilità in questo senso. Anche se lei è all’ultima fase della gravidanza non è necessario che rinunci a tutte le attività sentimentali.”


D: “Esiste qualche atto sessuale pericoloso per la gravidanza?”

R: ‘ ‘Sì, ed è quello di soffiare energicamente nella vagina. In qualche rara occasione le bolle d’aria possono essere raccolte dai vasi sanguigni nell’utero e interferire con la circolazione nei polmoni e nel cervello della madre col rischio di una possibile morte, oltre al fatto di rimuovere il bambino a prescindere dai mesi di sviluppo. Se si esclude questo particolare tipo di attività orale nella vagina, il sesso orale non è dannoso.”

 

 

 
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